Sicurezza e Giustizia

La solita raccomandazione

di Giovanni Nazzaro

Ricorre tra le persone sagge la consapevolezza che esista una grande differenza tra ciò che è giusto e ciò che è legale, cioè secondo legge. Questa distinzione non è sempre ben applicata ed il più delle volte coesiste. Ciò che è giusto è quanto sentiamo nel cuore, nella nostra anima ed è frutto delle nostre esperienze, è personale; ciò che è legale è stabilito dalla legge umana quindi, essendo tale, perfettibile. Secondo Tommaso D’Aquino “lex sit aliquid pertinens ad rationem”, cioè la legge appartiene alla sfera della ragione, con l’obiettivo del bene comune, ed è promulgata da chi ha cura della comunità.
Ora, volendo azzardare una metafora per comprendere meglio la sua finalità, la legge è come il carburante per il motore di una macchina, se questa è ben fatta al pari di un carburante ben trattato allora il motore spingerà meglio la macchina, che è la nostra comunità. Occorre fare attenzione però a non dimenticarsi del motore, che nel nostro esempio può essere assimilato alla Pubblica amministrazione fatta di uffici, regole e burocrazia. Quindi potremmo dire che la legge può essere di due tipi, quella che ha come finalità il bene comune in senso diretto e quella che ha come finalità il bene comune in senso indiretto. Quest’ultimo caso è rappresentato dalle leggi, regolamenti, disposizioni che fanno meglio lavorare la Pubblica amministrazione. Non avrebbe senso, quindi, disinteressarsi di questa.

Recenti studi e analisi di mercato anche autorevoli evidenziano come dopo 7 anni stiamo finalmente uscendo dal periodo di crisi, quasi come se avessimo rotto uno specchio. E’ difficile dire quanto sia rispondente alla realtà tale ottimismo, tuttavia oggi sono riscontrabili patologie sociali prodotte dalla crisi come la mancanza del lavoro, la povertà e le disuguaglianze sociali, che hanno contribuito a creare la “terza società degli esclusi” così come definita dal Censis – rapporto pubblicato il 19 marzo dal titolo “La composizione sociale dopo la crisi – Protagonisti ed esclusi della ripresa” – costituita da donne e giovani che lavorano di fatto in nero, nel sommerso, con poche o alcuna tutela.

Il rapporto Censis afferma che questa società degli esclusi “politicamente … tende a non avere rappresentanza, incontra qualche sostegno estemporaneo a livello culturale e politico, ma non genera propria rappresentanza sociopolitica o istituzionale”. A tal proposito occorre evidenziare che c’è differenza tra il non avere un proprio rappresentante di genere dal non averlo proprio, e vale la pena ricordare che nelle ultime elezioni del 2013 gli italiani che hanno preferito non votare, perché semmai ritenevano che nessun partito avesse potuto governare e legiferare quelle leggi di cui abbiamo accennato prima, è stato il 25% degli aventi diritto, il massimo storico. Con valori così alti poco importa se una piccola parte di questi proviene dalla società dei c.d. “esclusi” dal mondo del lavoro.

Il legame verso coloro che dovrebbero migliorare il motore della nostra comunità sta ovviamente deteriorandosi perché, molto probabilmente, si ritiene che il loro fine ultimo non sia la cura della comunità stessa. Il 50,5% degli italiani pensa che la Pubblica amministrazione funzioni male e di questi il 14,8% ritiene che funzioni molto male ed il 35,7% abbastanza male. Il 49,5% invece reputa che funzioni bene, ma meno dell’1% dichiara che funziona molto bene (rif. tabella 11 del rapporto Censis). Il 63,5% ritiene che la Pubblica amministrazione sia rimasta uguale nell’ultimo anno, il 21,5% che sia addirittura peggiorata e solo il 15% parla di un miglioramento (rif. tabella 12 del rapporto Censis). Dunque, in questa condizione di presenza di più patologie sociali, in cui contribuisce non poco l’aumento della distanza tra le varie fasce economiche sociali, cosa facciamo? ci adattiamo.

Il rapporto Censis espone un dato interessante riportato da tutti gli organi di informazione giornaliera, che hanno estratto solo questo dato e quindi hanno un po’ svilito tutto il lavoro di analisi che puntava su ben altri aspetti, tra cui anche il non poco meritevole accenno ai poteri sovranazionali. Il dato interessante è che per accelerare una pratica, ottenere un permesso o per altre ragioni di rapporto con la Pa, 4,2 milioni di italiani sono ricorsi ad una raccomandazione, all’aiuto di un parente, amico, conoscente; circa 800.000 italiani hanno fatto qualche tipo di regalo a dirigenti, dipendenti pubblici.

Si segue la legge fino ad un certo punto poi, semmai esasperati dalle attese ritenute inconcepibili proprio perché si sono seguite tutte le regole, non si esita a chiedere una raccomandazione affinché la propria pratica venga messa prima in coda. Per non fare moralismo indiscriminato precisiamo che esistono vari gradi e forme di corruzione o di favoreggiamento e che ogni caso è a sé e va analizzato in funzione della portata del vantaggio ottenuto. Però è interessante notare come si pensa di superare questa situazione affinché prevalga la legge sul giusto. Alla domanda “Secondo lei per migliorare la Pubblica Amministrazione, di cosa ci sarebbe bisogno?” Al primo posto, con il 45,3%, c’è il deterrente di nuove leggi per aumentare le pene ai corrotti. Solo al quinto e sesto posto troviamo l’indicazione per interventi concreti al motore della nostra comunità: investire in nuove tecnologie per aumentare la produttività dei dipendenti pubblici (16,4 %), ridurre la richiesta di autorizzazioni, certificati, procedure da produrre verso la Pa (16 %). Concludiamo quindi questa breve digressione, per confermare che in questa società siamo al cospetto di una sempre più diffusa doppia moralità. D’altra parte, lo diceva il regista e giornalista Marcello Marchesi, “La legge è uguale per tutti. Basta essere raccomandati.” ©

 


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di Giovanni Nazzaro (N. III_MMXV)
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di Giovanni Nazzaro (N. III_MMXV)
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di Giovanni Nazzaro (n.II_MMXIV)
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di Armando Frallicciardi e Giovanni Nazzaro (n.II_MMXIV)
L’aumento del traffico dati può portare alla congestione delle risorse radio per l’accesso alle reti mobili cellulari. Per ovviare a tale problema gli operatori mobili possono ricorrere al “WiFi offloading” che richiede tuttavia una particolare attenzione sotto il profilo delle intercettazioni mobili richieste dall’AG.
EU’s Data Retention Directive declared invalid
di Giovanni Nazzaro (n.II_MMXIV)
La Corte di giustizia europea ha invalidato la direttiva sulla data retention: il legislatore dell’Unione ha ecceduto i limiti imposti dal rispetto del principio di proporzionalità in termini di idoneità della conservazione dati, necessità della conservazione, livello di ingerenza, controllo dell’accesso ai dati, periodo di conservazione.
Justice delayed is Justice denied
di Giovanni Nazzaro (n.I_MMXIV)
“Giustizia tardiva equivale a giustizia negata”. Il 17 marzo 2014 la Commissione europea ha pubblicato la seconda edizione del quadro di valutazione europeo della giustizia per promuovere la qualità, l’indipendenza e l’efficienza dei sistemi giudiziari nell’Unione europea. Tra il 2010 e il 2012 l’Italia è al primo posto per cause civili pendenti, ma il quadro di valutazione non presenta una graduatoria unica generale e non promuove un tipo particolare di sistema giudiziario.
CLASSIFICAZIONE DEGLI OPERATORI MOBILI VIRTUALI (MVNO) E PRESTAZIONI OBBLIGATORIE PER L’AUTORITÀ GIUDIZIARIA
di Giovanni Nazzaro (n.IV_MMXIII)
Dalle ultime osservazioni dell’Agcom è emerso che il numero di abbonati degli operatori virtuali non tende a fermarsi o a rallentare, raggiungendo oggi la non irrilevante cifra di 5,12 milioni. Gli operatori mobili virtuali sono soggetti all’articolato del Codice delle Comunicazioni al pari degli operatori tradizionali, con particolare riferimento all’art. 96 rubricato “Prestazioni Obbligatorie” per l’Autorità Giudiziaria.
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di Giovanni Nazzaro ( n.III_MMXIII )
L’economia mondiale si sta trasformando in un’economia basata su internet e occorre riconoscere il ruolo delle TIC come elemento decisivo per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Questo in sostanza il fulcro del contesto di riferimento in cui si posizionerà il nuovo regolamento proposto l’11 settembre 2013 dalla Commissione Europea, per creare il mercato unico europeo delle comunicazioni elettroniche.
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di Giovanni Nazzaro ( n.II_MMXIII )
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di Armando Frallicciardi e Giovanni Nazzaro (N. I_MMXIII)
La Rete Intelligente (il cui acronimo è RI oppure IN da Intelligent Network) è l’architettura di rete standard descritta nelle raccomandazioni ITU-T della serie Q.1200, utilizzata dalle reti di telecomunicazioni sia fisse che mobili. La RI consente agli operatori di differenziarsi tra loro offrendo servizi a valore aggiunto che quindi si aggiungono ai servizi standard di telecomunicazioni come PSTN, ISDN e servizi GSM-UMTS sui telefoni cellulari.
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di Giovanni Nazzaro ( n.I_MMXIII )
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Regulatory status of lawful interception in Italy
by Giovanni Nazzaro ( n.I_MMXIII )
Once again we find ourselves discussing interceptions, a subject of great media impact, and once again we notice the lack of technical and legal prominence that is given. Although the code of criminal procedure in chapter IV, regulates interceptions as a means of finding proof, in terms of limits of admissibility, requirements and formalities for the measure, execution of operations once the interceptions have been made, it does not add anything about how this tool should be used. There is a lack of regulations about the efficiency and execution of interceptions.
MODELLO DI ORGANIZZAZIONE DELLE AZIENDE DI TLC, PER RISPONDERE ALLE RICHIESTE DELL’AUTORITÀ GIUDIZIARIA
di Giovanni Nazzaro (n.IV_MMXII)
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di Giovanni Nazzaro (N. I_MMXII)
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di Giovanni Nazzaro ( n.III_MMXII )
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