Sicurezza e Giustizia

Il sempre più difficile equilibrio tra Privacy e Sicurezza nazionale

di Giovanni Nazzaro

Il Regno Unito, la Germania e l’Australia hanno recentemente avviato la revisione della propria legge nazionale sul tema.


Sul proprio account di Twitter il 16 novembre 2016 Edward Snowden commentava così la ratifica dell’Investigatory Power Act: “Il Regno Unito ha appena legalizzato la sorveglianza più estrema nella storia della democrazia occidentale. Va oltre a molte autocrazie”. La legge accresce i poteri investigativi delle agenzie britanniche e consente di obbligare i fornitori di comunicazioni a rimuovere la protezione elettronica applicata a qualsiasi comunicazione o dati. Sulla nuova legge britannica il quotidiano The Guadian ha riportato la dichiarazione di Jim Killock, direttore esecutivo del gruppo Open Rights: “Il Regno Unito ha ora una legge di sorveglianza più adatta a una dittatura che a una democrazia. Lo Stato ha poteri senza precedenti per controllare e analizzare le comunicazioni dei cittadini britannici indipendentemente dal fatto che siamo sospettati di un’attività criminale”. D’altra parte, si sono registrati commenti anche a favore del nuovo strumento investigativo. Jonathan Evans, ex capo del Mi5, parlando al programma di BBC Radio 4’s Today, ha dichiarato: “Io non sono personalmente uno di quelli che pensa che dobbiamo indebolire la crittografia perché ritengo che esiste un problema parallelo, cioè la sicurezza informatica […]  È molto importante vivere in un paese in cui le persone possano operare in modo sicuro. È importante per i nostri interessi commerciali e per i nostri interessi di sicurezza, quindi la crittografia in questo contesto è molto positiva”.

Quella appena descritta è una tipica contrapposizione di idee, generalizzata in tutti i paesi industrializzati, riguardo l’equilibrio che dovrebbe assumere da un lato la garanzia della privacy nelle telecomunicazioni e dall’altro la sicurezza nazionale. Giova, tuttavia, ricordare che altro è la potenzialità di uno strumento, seppur investigativo, altro è la legge che la regolamenta.
Con le divulgazioni sulla sorveglianza di massa del 2013 ad opera di Snowden, l’attenzione posta dai grandi colossi del web verso la privacy è aumentata fino al livello massimo, comprendendo con questo limite anche una radicale modifica del nostro modo di navigare su Internet e di comunicare. Se da una parte oggi possiamo essere certi che la foto di nostro figlio attraversi l’intero world wide web per arrivare (solo) ai suoi cari nonni, dall’altra non possiamo escludere che questo livello massimo di privacy venga sfruttato anche per attività criminose, senza escludere attività diverse dal “classico” traffico di droga. Secondo quanto ha riportato il Financial Times ad agosto 2017, l’Fbi ha fornito le prime indicazioni su un uso diffuso di WhatsApp, Signal e Telegram da parte dei colletti bianchi nelle grandi banche. Infatti, in un recente caso di insider trading, un ex dipendente di Bank of America si è dichiarato colpevole in una frode da 5 milioni di dollari in cui, usando un’app di messaggistica telefonica, passava a tre suoi amici informazioni classificate e riservate su operazioni e acquisizioni future dell’istituto di credito.

L’ Investigatory Power Act inglese è sicuramente il primo esempio di risposta concreta all’uso criminale dei nuovi strumenti di messaggistica cifrata, che segue gli attacchi terroristici a Rochdale del 18 febbraio 2016 e a Londra del 21 ottobre 2016. Sulla base di questa legge il governo australiano ha modellato un’analoga bozza. Il 14 luglio 2017 l’Australia ha proposto una nuova legge sulla sicurezza in ambito informatico che obbliga le aziende tecnologiche globali, come Facebook e Google, ad aiutare la polizia a “sottrarre” messaggi crittografati inviati da sospetti estremisti ed altri criminali. Secondo la polizia federale australiana le comunicazioni controllate criptate sono cresciute negli ultimi anni dal 3% a più del 55% e sono presenti nel 65% delle indagini sulla criminalità organizzata. Il primo ministro Malcolm Turnbull ha dichiarato che, secondo la legge australiana, le società di comunicazione su Internet avrebbero gli stessi obblighi che hanno le aziende telefoniche nell’aiutare le forze dell’ordine.

Su questo orientamento il governo australiano ha già previsto la resistenza di alcune società di tecnologia, molte delle quali hanno sede negli Stati Uniti; ma le società “sanno moralmente che dovrebbero cooperare”, ha dichiarato Turnbull. Alcuni esperti avvertono che l’indebolimento dei servizi di crittografia end-to-end, tale per cui la polizia possa intercettare, lascerebbe le comunicazioni vulnerabili agli hacker. Turnbull ha aggiunto anche “Dobbiamo dire con una sola voce alla Silicon Valley e ai suoi emulatori: «D’accordo, hai ideato queste grandi piattaforme, ora devi aiutare a garantire che il rispetto della legge prevalga»” e con una sola voce invitava tutti gli Stati del G20, così come ribadito al vertice dell’8 luglio 2017 ad Amburgo dove l’Australia è stato un driver importante per la dichiarazione concordata tra i 20 leader mondiali, con la quale si invita l’industria del settore a fornire “accesso legale e non arbitrario alle informazioni disponibili” necessarie per proteggere dalle minacce terroristiche.

La Germania ha fatto proprie queste linee di principio, in quanto il Parlamento tedesco ha approvato il 22 giugno 2017 alcune modifiche al codice penale nazionale che consentirà, per i 38 reati penali previsti, l’installazione del software spia sui dispositivi mobili o fissi proprio per eludere la crittografia.

L’ago della bilancia si è, dunque, spostato verso la Sicurezza nazionale piuttosto che sulla Privacy? Non proprio. I grandi player mondiali delle telecomunicazioni su Internet hanno fatto valere le proprie tesi a favore della nostra riservatezza, e probabilmente anche dei propri interessi economici, poiché il governo britannico ha fatto una piccola concessione: ha promesso  che nessuna società sarà costretta a rimuovere la crittografia dei propri servizi se non tecnicamente fattibile. Non ha tuttavia fornito una definizione di fattibilità tecnologica. Sarà seguito dagli altri Stati anche su questa apertura?

 


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Le startup innovative godono di un regime fiscale agevolato, a patto che soddisfino le caratteristiche elencate dal decreto-legge 179/2012, art. 25 commi da b)a g). A questi requisiti se ne aggiungono altri tre (art. 25 comma h) di cui se ne deve possedere almeno uno. Altri incentivi sono il “Fondo a favore di startup innovative”, che ha concesso quasi 156 milioni di euro di garanzie, il progetto SmartStart e l’equity crowdfunding che non ha ancora trovato la via per un significativo sviluppo. La II edizione del rapporto del MiSE si focalizza sulle dinamiche “demografiche” delle startup innovative.
ULTERIORE DIFFERIMENTO IN MATERIA DI MISURE DI SICUREZZA NELLE ATTIVITÀ DI INTERCETTAZIONI
di Giovanni Nazzaro (N. III_MMXV)
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di Giovanni Nazzaro (N. III_MMXV)
Con la recente sentenza della cassazione n. 27100/ 2015 si è riaperto il dibattito sull’utilizzabilità dell’agente “captatore” che, il 5 luglio, ha acquisito una dimensione mondiale a causa del caso “Hacking Team”. Il problema delle garanzie delle attività svolte da una simile attività sul dispositivo target (computer, tablet o smartphone) erano già conosciute, anche attraverso il rapporto “CALEA II: Risks of Wiretap Modifications to Endpoints” del 2013, con cui 19 esperti mondiali di comunicazioni avevano evidenziato che, di contro, si sarebbe reso più facile il lavoro dei cyber-criminali.
Il suolo “mangiato”
di Giovanni Nazzaro (n.II_MMXV)
Il consumo di suolo in Italia continua a crescere in modo significativo: tra il 2008 e il 2013 il fenomeno ha riguardato mediamente 55 ettari al giorno, con una velocità compresa tra i 6 e i 7 metri quadrati di territorio che, nell’ultimo periodo, sono stati irreversibilmente persi ogni secondo.
La solita raccomandazione
di Giovanni Nazzaro (n.I_MMXV)
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Il lavoro potenzialmente utilizzabile o sottoutilizzato
di Giovanni Nazzaro (n.IV_MMXIV)
Il 17 dicembre 2014 è stato pubblicato il rapporto di monitoraggio sul mercato del lavoro dell’ISFOL, alla sua quarta edizione, da cui spicca la figura del lavoratore con forte potenziale non utilizzato che possiamo identificare in colui che potenzialmente è disponibile a lavorare ma non intraprende azioni di ricerca attiva. Se si includesse nel calcolo del tasso di disoccupazione anche la forza lavoro potenziale, l’indicatore in Italia raggiungerebbe il 22%.
LE PARTICOLARITÀ DELL’INTERCETTAZIONE DEGLI SMS
di Giovanni Nazzaro (n.III_MMXIV)
È del mese di agosto la notizia che WhatsAPP gestisce la comunicazione di 600 milioni di utenti al mese. Gli SMS inviati tramite la rete tradizionale mobile GSM o UMTS sono nettamente diminuiti ma non sono scomparsi. Analizziamo le particolarità dell’intercettazione degli SMS.
Nasce la “Lawful Interception Academy”
di Giovanni Nazzaro (n.III_MMXIV)
La prima edizione della “Lawful Interception Academy” si terrà dal 17 al 21 novembre di quest’anno a Roma presso la scuola “Giovanni Falcone” della Polizia Penitenziaria. Inizialmente pensata come espressione tangibile del confronto intellettuale espresso in precedenza su questa Rivista, è stata poi ridisegnata in forma di seminario e poi di scuola, a vantaggio del lettore che si è “evoluto” in ascoltatore prima ed infine in “discente”.
LE PRESTAZIONI OBBLIGATORIE PER L’AUTORITÀ GIUDIZIARIA COME DISCIPLINA DI STUDIO
di Giovanni Nazzaro (n.II_MMXIV)
Il tema delle “prestazioni obbligatorie” per gli operatori di telecomunicazioni verso l’Autorità Giudiziaria è poco riconosciuto in Italia se confrontato con altri come l’antifrode o la sicurezza informatica o la sicurezza cibernetica, eppure come questi gode di una naturale autonomia in termini di competenza, al punto che non è sbagliato riferirsi ad esso come disciplina autonoma.
WIFI OFFLOAD OF MOBILE DATA: L’INTERCETTAZIONE DELLE COMUNICAZIONI DI RETE MOBILE CON ACCESSO WIFI
di Armando Frallicciardi e Giovanni Nazzaro (n.II_MMXIV)
L’aumento del traffico dati può portare alla congestione delle risorse radio per l’accesso alle reti mobili cellulari. Per ovviare a tale problema gli operatori mobili possono ricorrere al “WiFi offloading” che richiede tuttavia una particolare attenzione sotto il profilo delle intercettazioni mobili richieste dall’AG.
EU’s Data Retention Directive declared invalid
di Giovanni Nazzaro (n.II_MMXIV)
La Corte di giustizia europea ha invalidato la direttiva sulla data retention: il legislatore dell’Unione ha ecceduto i limiti imposti dal rispetto del principio di proporzionalità in termini di idoneità della conservazione dati, necessità della conservazione, livello di ingerenza, controllo dell’accesso ai dati, periodo di conservazione.
Justice delayed is Justice denied
di Giovanni Nazzaro (n.I_MMXIV)
“Giustizia tardiva equivale a giustizia negata”. Il 17 marzo 2014 la Commissione europea ha pubblicato la seconda edizione del quadro di valutazione europeo della giustizia per promuovere la qualità, l’indipendenza e l’efficienza dei sistemi giudiziari nell’Unione europea. Tra il 2010 e il 2012 l’Italia è al primo posto per cause civili pendenti, ma il quadro di valutazione non presenta una graduatoria unica generale e non promuove un tipo particolare di sistema giudiziario.
CLASSIFICAZIONE DEGLI OPERATORI MOBILI VIRTUALI (MVNO) E PRESTAZIONI OBBLIGATORIE PER L’AUTORITÀ GIUDIZIARIA
di Giovanni Nazzaro (n.IV_MMXIII)
Dalle ultime osservazioni dell’Agcom è emerso che il numero di abbonati degli operatori virtuali non tende a fermarsi o a rallentare, raggiungendo oggi la non irrilevante cifra di 5,12 milioni. Gli operatori mobili virtuali sono soggetti all’articolato del Codice delle Comunicazioni al pari degli operatori tradizionali, con particolare riferimento all’art. 96 rubricato “Prestazioni Obbligatorie” per l’Autorità Giudiziaria.
Un’occasione mancata per rafforzare la 231
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Il mercato unico europeo delle comunicazioni elettroniche
di Giovanni Nazzaro ( n.III_MMXIII )
L’economia mondiale si sta trasformando in un’economia basata su internet e occorre riconoscere il ruolo delle TIC come elemento decisivo per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Questo in sostanza il fulcro del contesto di riferimento in cui si posizionerà il nuovo regolamento proposto l’11 settembre 2013 dalla Commissione Europea, per creare il mercato unico europeo delle comunicazioni elettroniche.
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di Giovanni Nazzaro ( n.II_MMXIII )
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COS’È LA RETE INTELLIGENTE NELLA TELEFONIA FISSA E MOBILE
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La Rete Intelligente (il cui acronimo è RI oppure IN da Intelligent Network) è l’architettura di rete standard descritta nelle raccomandazioni ITU-T della serie Q.1200, utilizzata dalle reti di telecomunicazioni sia fisse che mobili. La RI consente agli operatori di differenziarsi tra loro offrendo servizi a valore aggiunto che quindi si aggiungono ai servizi standard di telecomunicazioni come PSTN, ISDN e servizi GSM-UMTS sui telefoni cellulari.
Riflessioni sullo stato della regolamentazione delle intercettazioni legali in Italia
di Giovanni Nazzaro ( n.I_MMXIII )
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by Giovanni Nazzaro ( n.I_MMXIII )
Once again we find ourselves discussing interceptions, a subject of great media impact, and once again we notice the lack of technical and legal prominence that is given. Although the code of criminal procedure in chapter IV, regulates interceptions as a means of finding proof, in terms of limits of admissibility, requirements and formalities for the measure, execution of operations once the interceptions have been made, it does not add anything about how this tool should be used. There is a lack of regulations about the efficiency and execution of interceptions.
MODELLO DI ORGANIZZAZIONE DELLE AZIENDE DI TLC, PER RISPONDERE ALLE RICHIESTE DELL’AUTORITÀ GIUDIZIARIA
di Giovanni Nazzaro (n.IV_MMXII)
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IL NUOVO CENTRO DELLA PROCURA DI ROMA: LE INTERCETTAZIONI IN ITALIA FRA PASSATO E FUTURO
di Giovanni Nazzaro (N. I_MMXII)
Incontro con l’Ufficio Automazione della Procura di Roma per approfondire gli argomenti contenuti nella nota diffusa il 20 dicembre 2010 dal proc. agg. Pierfilippo Laviani, con la quale si informava che la Procura di Roma si era dotata di un sistema proprietario che le consentiva di gestire in autonomia le intercettazioni, risparmiando 1,8 milioni di euro all’anno in costi di noleggio dell’apparecchiatura necessaria.
I LISTINI DEGLI OPERATORI MOBILI AMERICANI PER LE RICHIESTE DELLE FORZE DELL’ORDINE
di Giovanni Nazzaro ( n.III_MMXII )
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