Sicurezza e Giustizia

Tommaso DE GIOVANNI

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Tommaso De GIOVANNI è  Cancelliere presso la Procura  Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria.

Negli anni ha partecipato, in Italia e all’estero,  a numerosi  corsi di formazione professionali  in materia  giuridica,  informatica, sicurezza, intercettazioni e lingue.

Dal gennaio 1992 è in servizio presso la Procura della Repubblica di Reggio Calabria dove ha ricoperto nel tempo svariati ruoli presso le Segreterie Penali, il  Registro generale, Ufficio C.I.T. ottenendo vari encomi.

Attualmente esercita principalmente le proprie mansioni  nel settore delle intercettazioni – Ufficio C.I.T. – ed è il responsabile della Segreteria Penale del Procuratore Aggiunto di Reggio Calabria.

Nel mese di maggio 2018 è stato nominato Componente della commissione per la verifica di conformità sulla realizzazione del “Modello 37” istituita dalla DGSIA.

 


 

Articoli pubblicati

LE STANZE SEGRETE DELLA PROCURA. LA NUOVA DISCIPLINA DELL’ARCHIVIO DELLE INTERCETTAZIONI NELL’AMBITO DELL’ORGANIZZAZIONE DEL CIT
di Tommaso De Giovanni e Demetrio Cuzzocrea (N. I_MMXX)
Le sale intercettazioni sono i locali riservati della Procura dove vengono registrate e custodite le captazioni intercettate. All’interno di esse trova collocazione l’Archivio delle Intercettazioni ministeriale, disciplinato dall’art. 269 cpp e 89 bis disp.att. cpp.
DISCIPLINA DELL’ISTITUTO DELLE INTERCETTAZIONI. LE FONTI NORMATIVE E LA LORO EVOLUZIONE
di Tommaso De Giovanni (N. IV_MMXIX)
Nel corso della storia l’uomo ha utilizzato diversi modi e strumenti per produrre la comunicazione. Il processo evolutivo è passato nel corso degli anni dalla comunicazione gestuale alla comunicazione orale, dalla rudimentale forma scritta alla comunicazione tipografica, da quella elettrica alla trasmissione dei dati telematici.
IL REGISTRO DELLE INTERCETTAZIONI: EVOLUZIONE STORICA E I RITARDI DELL’INFORMATIZZAZIONE
di Tommaso De Giovanni (N. II_MMXVII)
Il registro delle intercettazioni di conversazioni o comunicazioni (modello 37) è previsto dall’art. 267 comma 5 del codice di procedura penale. “In esso sono annotati, secondo un ordine, i decreti che dispongono, autorizzano, convalidano o prorogano le intercettazioni e, per ciascuna intercettazione, l’inizio e il termine delle operazioni” .
LIMITI CIRCA L’UTILIZZABILITÀ DELLE STATISTICHE NAZIONALI SULLE INTERCETTAZIONI
di Giovanni Nazzaro e Tommaso De Giovanni (N. III_MMXVI)
In Italia le spese di giustizia si articolano su tre capitoli di spesa, di cui il n. 1363 è relativo alle intercettazioni. Nell’ambito degli interventi di spending review (DL n. 98 del 2011, art. 37, co. 16) è previsto che, a decorrere dall’anno 2012, il Ministro della giustizia presenti alle Camere, entro il mese di giugno, una relazione sullo stato delle spese di giustizia. In tale contesto si ha finalmente conoscenza delle statistiche relative al nostro paese. Dall’approfondimento qui presente è emerso purtroppo che la metodologia utilizzata per questa ricognizione statistica è affetta da molte criticità, tra cui la mancata indicazione della durata delle intercettazioni e delle relative proroghe e, soprattutto, delle spese che vengono tracciate per fattura e per anno solare in cui vengono liquidate, senza la giusta scomposizione delle reali voci di costo, ed in modo svincolato dai numeri delle intercettazioni che fanno riferimento invece al momento dell’attivazione.