di Michele Lippiello e Vittoria Panero*
Il 13 ottobre 2026, la Sala Stampa della Camera dei Deputati ha ospitato un incontro dedicato all’utilizzo e all’impatto, presente e futuro, dell’Intelligenza Artificiale. Al centro dell’incontro c’è stata la presentazione ufficiale di AlgoRadar, un nuovo gruppo di scienziati e ricercatori indipendenti nato proprio per analizzare su un livello multidisciplinare l’etica e la governance dell’intelligenza artificiale.
Il collettivo è fondato da dieci esperti provenienti da diverse discipline: Mirella Mastretti – AI Scientist, Maria Pia ABBRACCHIO – Neuroscientist & Pharmacologist, Stefano ANTONIAZZI – Computing Paradigms and Technologies Scientist, Ariela BENIGNI – Biotechnology Scientist, Michela CINQUILLI – Canonic Lawyer, Elio FRANZINI – Philosopher, Raul GABRIEL – Artist, Writer & AI Editorialist, Mario A. MAGGIONI – Economist, Daniela MARI – Medical Scientist, Fabrizio PECORARO – Public Health and Social Research Scientist; uniti dall’intento di offrire una visione critica e indipendente in un panorama tecnologico molto complesso e in costante sviluppo.
Il punto cruciale della conferenza si sviluppa attorno a una domanda, esposta in apertura dall’Avv. Michela Cinquilli, in modo tale da creare un filo conduttore per l’esposizione di tutti i relatori: “Come possiamo verificare che un sistema di intelligenza artificiale sia davvero affidabile? Come possiamo valutarne non soltanto la conformità alle norme, ma anche la qualità delle evidenze, la responsabilità delle decisioni e gli effetti sulle persone e sulla società?”
Da questi quesiti, si sono sviluppati gli interventi dei singoli scienziati, che hanno affrontato la questione offrendo spunti e riflessioni dalla prospettiva del proprio ambito di studio e di ricerca.
La nascita dell’Ethical Label®
Oggi le normative europee stabiliscono regole e requisiti fondamentali per l’uso dell’intelligenza artificiale. Tuttavia, come ha sottolineato l’ideatrice di AlgoRadar, la scienziata dell’IA Mirella Mastretti, il solo rispetto formale delle leggi non basta a garantire che una tecnologia sia davvero sicura o priva di rischi per le persone.
Per spiegare questa criticità, la Dott.ssa Mastretti ha portato un esempio molto chiaro durante la conferenza: “Immaginiamo una persona anziana seguita da un agente intelligente che la aiuta a ricordare i farmaci e ad organizzare le giornate. Questa applicazione rispetta perfettamente le norme europee sulla trasparenza ed è del tutto legale. Ma cosa succede se l’agente, per evitare rischi, induce la persona alla sedentarietà o crea in lei una dipendenza emotiva? Dal punto di vista normativo il sistema è conforme, ma dal punto di vista etico e umano tutela davvero la sua dignità e la sua autonomia?”
È proprio per rispondere a queste possibili criticità che AlgoRadar propone l’introduzione di una Ethical Label®. Non si tratta soltanto di una certificazione legale, ma di uno strumento pratico per misurare l’impatto degli algoritmi sulla vita quotidiana.
L’obiettivo è affiancare alle norme esistenti dei criteri scientifici, operativi e trasparenti. Tuttavia, per definire e applicare criteri di valutazione efficaci, occorre prima di tutto chiarire i valori di riferimento. Per questo motivo, il gruppo ha individuato 10 principi guida, espressi nel proprio Manifesto:
- Centralità e dignità della persona
- Bene comune e sostenibilità
- Governance responsabile
- Supervisione umana
- Trasparenza, affidabilità e verificabilità
- Equità e inclusione
- Indipendenza della ricerca e della valutazione
- Interdisciplinarità
- Pluralità di paradigmi tecnologici
- Innovazione responsabile
Nel corso del suo intervento, la Dott.ssa Mastretti si è soffermata sul nono principio, la pluralità dei paradigmi tecnologici, evidenziandolo come un forte elemento per lo sviluppo di un’IA etica:
«La conoscenza delle diverse architetture — non soltanto quelle connessioniste oggi dominanti, ma anche quelle simboliche, neuro-simboliche e neuromorfiche — fa la differenza. Non possiamo limitarci a controllare i sistemi a posteriori: dobbiamo poterli costruire fin dall’inizio affinché siano trasparenti e controllabili per natura, specie in vista della futura intelligenza artificiale generale (AGI)».
A partire da questa dichiarazione, la scienziata ha definito i pilastri fondamentali che definiscono il lavoro di AlgoRadar:
- Formazione e prevenzione: Sostenere la formazione a tutti i livelli, preparando i docenti affinché siano in grado di indirizzare i ragazzi verso un uso consapevole di questa scienza.
- Tutela del pensiero critico: Analizzare gli impatti cognitivi dell’IA per evitare che l’utilizzo passivo per compiere lavori mentali atrofizzi la capacità di ragionamento.
- Sovranità tecnologica europea: Promuovere il ruolo dell’Italia e dell’Europa nello sviluppo di software con criteri etici.
- Governance dei sistemi emergenti: Monitorare l’evoluzione dagli attuali sistemi per prepararsi agli agenti sempre più autonomi (AGI).
- Sostenibilità e impatto sociale: “Valutare la sostenibilità energetica, ambientale, economica e sociale, con un focus prioritario sul mercato del lavoro e sul sistema previdenziale”.
È da questa visione totale che prende forma la proposta dell’Ethical Label®: un percorso che parte dai principi del Manifesto e li traduce in linee guida e standard operativi. In questo modo, l’etica smette di essere solo una dichiarazione teorica ma diventa un insieme diventando un insieme di misure chiare e verificabili sul campo.
3. Le prospettive scientifiche: discipline a confronto
La natura multidisciplinare di AlgoRadar è emersa chiaramente durante la conferenza. I relatori hanno mostrato come la valutazione dell’IA non possa essere basata attraverso una singola disciplina, ma richieda una visione completa capace di includere scienza, medicina, economia, diritto e filosofia.
Salute, mente e nuove tecnologie
Un’attenzione particolare è stata dedicata agli impatti cognitivi dell’innovazione tecnologica. La neuroscienziata e farmacologa Maria Pia Abbracchio ha richiamato l’attenzione sui rischi di queste nuove tecnologie su i giovani: “Sebbene un uso responsabile dell’IA possa accelerare enormemente il progresso della conoscenza, studi recenti indicano che l’impiego pervasivo e l’eccessiva delega di compiti mentali agli strumenti di IA (…) mette a rischio spirito critico e creatività”. L’obiettivo è quindi usare l’IA come “”partner” di pensiero e non come sostituto dello sforzo cognitivo”.
In ambito medico e biotecnologico, la Dott.ssa Ariela Benigni ha illustrato come la ricerca biologica sia ormai interamente supportata dai modelli di intelligenza artificiale: “Dall’analisi del DNA e dell’RNA fino allo studio dei tessuti e delle immagini mediche come TAC e risonanze, l’IA ci permette di individuare precocemente le lesioni e prevedere l’evoluzione delle patologie. L’incrocio di questi dati apre la strada a una vera medicina di precisione e personalizzata. Tuttavia, proprio perché l’IA orienterà sempre più le decisioni cliniche, occorre la massima attenzione etica: dobbiamo garantire dati di partenza robusti, tutelare la privacy dei pazienti ed evitare algoritmi distorti che porterebbero a diagnosi affrettate ed errate”.
La Dott.ssa Daniela Mari, invece, si è soffermata sull’impatto della robotica e delle tecnologie assistenziali, a partire dalla sua esperienza diretta nell’assistenza agli anziani: “Le tecnologie sanitarie offrono straordinarie opportunità di monitoraggio e prevenzione precoce, ma aprono anche interrogativi etici complessi. Pensiamo ai robot di assistenza o alle tecnologie per l’Alzheimer, come la celebre fochina robotica: questi strumenti stimolano l’empatia, riducono l’ansia e l’uso di psicofarmaci, ma sollevano anche dubbi sull’identità e sugli stereotipi di genere o culturali presenti nella loro progettazione».
Per la Dott.ssa Mari, l’introduzione di questi dispositivi nella quotidianità delle persone vulnerabili rappresenta «l’opportunità e la necessità di ridefinire con cura i confini tra l’essere umano e le nuove tecnologie sanitarie».
Filosofia, scienza e il valore dell’umano
Sul piano teorico ed etico, l’esperto di paradigmi computazionali Stefano Antoniazzi ha sottolineato la necessità di considerare l’IA come una scienza e non come una semplice tecnologia o prodotto di mercato. Il Prof. Antoniazzi si è poi soffermato sul ridimensionamento di alcune aspettative diffuse ma infondate, distinguendo la realtà attuale dalle narrazioni mediatiche sulla “super-intelligenza”: “Non esiste alcuna dimostrazione scientifica del fatto che si possa raggiungere un’intelligenza generale pari a quella umana, in grado di ragionare e rispondere allo stesso livello su qualsiasi argomento. Oggi ci sembra che l’IA risponda su tutto, ma non è così. La super-intelligenza è un’ipotesi di cui si parla come fosse cosa fatta o imminente, ma per la comunità scientifica seria siamo ancora lontani ed è un tema del tutto fuori target”.
Per questa ragione è fondamentale superare l’attuale dibattito mediatico e ampliare la ricerca a realtà alternative e future, come la computazione quantistica o l’hardware neuromorfico, anziché concentrarsi solo sui modelli tecnologici presenti oggi.
Un contributo originale è arrivato dall’artista e scrittore Raul Gabriel, che ha proposto una visione non catastrofista della scienza, definendo l’intelligenza artificiale “una cosa formidabile”. L’artista ha invitato a superare il dibattito su quanto la macchina assomigli all’uomo, sintetizzando la questione con la frase: “Siamo molto più simili alle IA di quanto le IA siano simili a noi”. Secondo l’artista, l’IA crea ormai una realtà parallela e indipendente che affianca la nostra: “Le mie stesse parole sono diventate codice, la mia immagine è frutto di un codice che, se anche ha preso le mosse dall’imitazione della realtà, poi se ne stacca, diventa indipendente e trova i suoi contesti di applicazione trasversali”.
Infine, l’avvocato Michela Cinquilli ha ricordato come la ricerca di criteri etici condivisi nasca dal dialogo aperto tra tradizioni culturali, pensiero scientifico e visione umanistica, mentre per la prospettiva della sanità pubblica e della ricerca sociale è stata richiamata l’attenzione dal ricercatore Fabrizio Pecoraro sulla necessità di passare dall’analisi dei rischi ad azioni di tutela concrete, soprattutto per i soggetti più fragili: “Dopo aver individuato le criticità, occorre mettere in atto misure che tutelino le persone, in particolare le popolazioni più vulnerabili, promuovendo al contempo un uso consapevole e ragionevole di questi strumenti”.
All’incontro è intervenuta anche l’Onorevole Elena BONETTI, Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli effetti economici e sociali della transizione demografica, sottolineando il valore strategico e l’opportunità dell’iniziativa promossa da AlgoRadar: “Stiamo avviando un lavoro specifico proprio sull’impatto dell’intelligenza artificiale, un tema che tocca tutti i fronti: dall’accompagnamento della vita quotidiana delle persone fino al mondo del lavoro e della produttività. Occorre comprendere quanto l’IA possa rappresentare un’innovazione positiva o, al contrario, rischiare di amplificare le discriminazioni di genere, generazionali, culturali e territoriali”. L’Onorevole Bonetti ha ulteriormente voluto sottolineare che “resta fondamentale capire come riformare i percorsi educativi, scolastici e formativi per le nuove generazioni. Mantenendo al centro la persona e la sua dimensione umana, comunitaria e sociale, l’intelligenza artificiale può davvero diventare un processo positivo di accompagnamento”.
3. Conclusioni: “Un impegno per il futuro”
L’incontro di presentazione del gruppo indipendente AlgoRadar offre spunti multidisciplinari estremamente rilevanti per il dibattito pubblico e istituzionale sulla governance delle Intelligenze Artificiali. L’approccio proposto dal gruppo non intende ostacolare lo sviluppo, bensì promuovere la cultura della responsabilità, della misurabilità, della sostenibilità e del rigore scientifico. In un mondo in cui gli algoritmi sono sempre più presenti nelle nostre vite, imparare a valutarli in modo trasparente e indipendente diventa fondamentale.
* Vittoria Panero, Laureanda presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, Facoltà di Ingegneria Civile e Industriale – Corso di Ingegneria Edile-Architettura





