Sicurezza e Giustizia

Giuseppe CORASANITI

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foto_CorasanitiIl dott. Giuseppe CORASANITI da Giugno 2018 è Capo del dipartimento Affari di Giustizia del Ministero della Giustizia. Già Sostituto Procuratore Generale della Procura generale della Repubblica presso la Corte Suprema di Cassazione. È stato dal 1992 sostituto procuratore presso la Procura della Repubblica di Roma; i reati di cui maggiormente si è occupato riguardano la pirateria audiovisiva ed informatica, contraffazione, tutela della privacy, Frodi informatiche, accesso abusivo a un sistema informatico o telematico.

  • Nel 1980 e’ borsista della Fondazione Luigi Einaudi sui problemi giuridici dell’informazione presso il l’istituto di diritto privato della Facoltà di giurisprudenza dell’Università di Roma “La Sapienza” collabora con Vittorio Frosini – il cui ruolo sarà determinante per la sua formazione scientifica – , Nicolò Lipari e Guido Alpa.
  • Nel 1980 come avvocato si occupa della tutela dei diritti civili dell’informazione e di tutela delle minoranze.
  • Nel 1981 Vincitore di concorso alla Presidenza del Consiglio dei ministri collabora alla stesura della prima legge per l’editoria ed antitrust in Italia nel primo governo di Giovanni Spadolini.
  • Nel 1984 entra in magistratura ordinaria.
  • Nel 1985 è Pretore di Ceccano (Frosinone) e si occupa prevalentemente di inquinamento ambientale e di lavoro. In questa sede avvia i primi programmi di automazione giudiziaria nel Lazio.
  • Nel 1988 è responsabile dell’Ufficio studi giuridici del Garante per l’attuazione della legge per l’editoria e collabora alla stesura delle prime norme sulla tutela del consumatore e la pubblicità ingannevole e ai lavori parlamentari per la legge 287 del 1990 sulla tutela della concorrenza e del mercato antitrust.
  • Nel 1988 fa parte del Comitato Tecnico e Scientifico per le Scuole di Giornalismo nominato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti fra persone di indiscusso prestigio professionale e scientifico.
  • Nel 1990 è componente del Consiglio Consultivo degli Utenti presso il Garante presieduto da Alfredo Carlo Moro ,rafforzando le disposizioni a tutela dei minori nei programmi televisivi.
  • Nel 1995 è nominato dal Consiglio Superiore della Magistratura magistrato referente per l’informatica, settore penale, per la Corte d’appello di Roma.
  • Nel 1995 fa parte del gruppo di lavoro incaricato dal Presidente del Consiglio Romano Prodi dello studio e l’approfondimento delle problematiche del settore editoriale.
  • Nel 1998 insieme ad altri giuristi collabora con l’ordine professionale dei giornalisti alla stesura del Codice di deontologia relativo al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica v. Privacy_e_giornalismo
  • Nel 1999 è nominato Direttore del Dipartimento garanzie e contenzioso dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e organizza gli uffici e la regolamentazione a tutela del consumatore nei programmi radiotelevisivi , il contenzioso sul servizio di interconnessione, la delega di funzioni ai comitati regionali per le comunicazioni Corecom il registro degli operatori di comunicazione e la prima attuazione delle prime norme sulla par condicio.
  • Nel 2003 fa parte del gruppo di lavoro sul ruolo della cultura nell’integrazione europea presso il Ministero per le politiche comunitarie durante il semestre di Presidenza Italiana del Consiglio dell’Unione Europea e della struttura permanente di missione presso la Commissione Europea per conto del Dipartimento per le Politiche Comunitarie.
  • Dal 2005 al 2007 è stato Presidente del Comitato consultivo permanente per il diritto d’autore presso il Ministero dei beni e le attività culturali.
  • Dal 2009 è referente designato per il Ministero della Giustizia italiano presso il Consiglio_d’Europa per l’attuazione della Convenzione sul crimine informatico.
  • Nel 2010 è nominato dal Consiglio Superiore della Magistratura magistrato referente per l’informatica per gli uffici giudiziari requirenti della Corte d’appello di Roma,in questa veste organizza i primi protocolli di intesa con l’Università di Roma “La Sapienza” per l’automazione giudiziaria e l’introduzione della rete Wi-Fi gratuita della Provincia negli uffici giudiziari romani per magistrati ,avvocati ed operatori giudiziari.
  • Nel 2012 è designato dal Ministero della Giustizia come referente italiano per il gruppo di esperti europeo sulla “Data retention” presso la Commissione europea.

Studioso tra i più esperti di problemi giuridici della comunicazione e dell’informatica e di Diritto informatico. È autore di numerosi studi in tema di libertà e diritti fondamentali e comunicazione interattiva. Ha svolto un ruolo importante nella elaborazione della Direttiva Europea Ipred2 in materia di tutela penale della proprietà intellettuale e in materia di tutela del consumatore nelle comunicazioni.

È docente universitario a contratto di informatica giuridica presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, nel Corso di laurea in tecnologie informatiche – Dipartimento di Informatica, Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali; in passato è stato anche titolare del corso di informatica giuridica e di diritto dei mezzi di comunicazione di massa presso la Facoltà di Giurisprudenza della Libera Università Internazionale degli Studi Sociali (LUISS-Guido Carli) di Roma.Nel 2013 ha insegnato “Diritto di internet” presso l’Università degli studi di Bologna Corso di laurea in Informatica per il management . Titolare della abilitazione scientifica nazionale quale professore di prima fascia nel settore scientifico-disciplinare 12 H 3 (Filosofia del diritto dal 13-12-2013).

 


 

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Atti della Lawful Interception Academy edizione 2017. La Lawful Interception Academy ha raggiunto lo straordinario risultato delle oltre 1.000 persone formate, durante le prime tre edizioni, sui temi multidisciplinari afferenti alle intercettazioni delle comunicazioni. L’edizione 2017 della LIA si è svolta dall’ 8 al 10 novembre ed è stata ospitata dalla Direzione Centrale Anticrimine (DAC) della Polizia di Stato a Roma.
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Corte di Cassazione, Sezioni Unite Penali, informazione provvisoria n. 15 del 28 aprile 2016. Con la sentenza n. 27100 del 26 maggio 2015 era stata rimessa alle Sezioni Unite la seguente questione di diritto in tema di intercettazioni tramite virus informatico: “Se – anche nei luoghi di privata dimora ex art. 614 cod. pen., pure non singolarmente individuati e anche se ivi non si stia svolgendo l’attività criminosa – sia consentita l’intercettazione di conversazioni o comunicazioni tra presenti, mediante l’installazione di un “captatore informatico” in dispositivi elettronici portatili (ad es., personal computer, tablet, smartphone ecc.).” All’udienza del 28 aprile 2016, la Cassazione, a sezioni unite, ha fornito la seguente soluzione: “Affermativa, limitatamente a procedimenti relativi a delitti di criminalità organizzata, anche terroristica (a norma dell’art. 13 d.l. n. 152 del 1991), intendendosi per tali quelli elencati nell’art. 51, commi 3-bis e 3-quater, cod. proc. pen., nonché quelli comunque facenti capo a un’associazione per delinquere, con esclusione del mero concorso di persone nel reato.”