Comitato_Scientifico

Giuseppe CORASANITI

foto_CorasanitiIl dott. Giuseppe CORASANITI è Sostituto Procuratore generale della Corte di cassazione e componente del Comitato Direttivo della Scuola Superiore della Magistratura per il periodo 2020-2023.

Avvocato dal 1980 e quindi funzionario presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e docente presso la Scuola Superiore della Pubblica amministrazione (1981) è entrato in magistratura dal 1984 ed ha esercitato funzioni di Pretore mandamentale in Ceccano (FR), quindi di giudice del Tribunale civile di Roma (1998-1999) e infine di Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma. Quale sostituto procuratore generale della corte di cassazione (dal 2012) è stato addetto al servizio civile e quindi al servizio penale. E’ stato referente distrettuale per l’informatica (RID) presso la Corte d’appello di Roma -settore requirente- e presso la Procura generale della Corte di cassazione e componente dell’Ufficio per l’innovazione della Corte di cassazione e del Comitato direttivo della Scuola per le professioni legali dell’Università di Roma tre.

a svolto inoltre il ruolo di Capo del Dipartimento garanzie e contenzioso dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (1999/2003) occupandosi in particolare di procedure di mediazione a tutela dei consumatori e di sicurezza informatica e partecipando alla fase di avvio delle relative attività. Capo del Dipartimento per gli affari di giustizia presso il Ministero della giustizia (giugno 2018-maggio 2019) ha svolto in tale ruolo una intensa attività di cooperazione internazionale in materia di criminalità organizzata e terrorismo ed è stato componente del Comitato per la sicurezza finanziaria per il contrasto del terrorismo internazionale presso il Ministero dell’economia e delle finanze, fa parte inoltre del Comitato per il recupero delle opere d’arte presso il Ministero dei beni e delle attività culturali (2019). E’ esperto dell’UNODC (United States Office for Drugs and Crime) in materia di cybercrime e del Consiglio d’Europa quale referente nazionale per l’attuazione della Convenzione di Budapest sul cybercrime del 2001.

Dal 1980 svolge attività di insegnamento quale docente universitario in corsi ufficiali di informatica giuridica presso numerose università italiane tra cui l’Università LUISS Guido Carli di Roma, corso di laurea in giurisprudenza, l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma, corso di laurea in ingegneria informatica, l’Università degli Studi Roma tre, corso di laurea magistrale in giurisprudenza, l’Università degli Studi di Bologna, corso di laurea di informatica per il management. Ha conseguito l’abilitazione scientifica nazionale quale professore di prima fascia nel settore IUS 20 Filosofia del diritto nel 2013. E’ autore di numerosi saggi in materia di informatica e diritto, tra cui le monografie Il diritto nella società digitale, Milano Franco Angeli 2018, La responsabilità civile da reato informatico in Diritto dell’informatica AA. VV. UTET 2014, Cybercrime, responsabilità degli enti, prova digitale, Cedam 2009, Diritto e deontologia dell’informazione, Cedam 2006, Diritti nella rete, Valori umani, regole interazione tecnologica globale, Milano Franco Angeli 2006, La sicurezza dei dati personali, in AA. VV. Il codice dei dati personali, temi e problemi, Milano Giuffrè 2004, Esperienza giuridica e sicurezza informatica, (con prefazione di Romano Prodi e Lee Loevinger) Milano Giuffrè 2003.

 


 

Articoli pubblicati

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Atti della Lawful Interception Academy edizione 2017. La Lawful Interception Academy ha raggiunto lo straordinario risultato delle oltre 1.000 persone formate, durante le prime tre edizioni, sui temi multidisciplinari afferenti alle intercettazioni delle comunicazioni. L’edizione 2017 della LIA si è svolta dall’ 8 al 10 novembre ed è stata ospitata dalla Direzione Centrale Anticrimine (DAC) della Polizia di Stato a Roma.
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Corte di Cassazione, Sezioni Unite Penali, informazione provvisoria n. 15 del 28 aprile 2016. Con la sentenza n. 27100 del 26 maggio 2015 era stata rimessa alle Sezioni Unite la seguente questione di diritto in tema di intercettazioni tramite virus informatico: “Se – anche nei luoghi di privata dimora ex art. 614 cod. pen., pure non singolarmente individuati e anche se ivi non si stia svolgendo l’attività criminosa – sia consentita l’intercettazione di conversazioni o comunicazioni tra presenti, mediante l’installazione di un “captatore informatico” in dispositivi elettronici portatili (ad es., personal computer, tablet, smartphone ecc.).” All’udienza del 28 aprile 2016, la Cassazione, a sezioni unite, ha fornito la seguente soluzione: “Affermativa, limitatamente a procedimenti relativi a delitti di criminalità organizzata, anche terroristica (a norma dell’art. 13 d.l. n. 152 del 1991), intendendosi per tali quelli elencati nell’art. 51, commi 3-bis e 3-quater, cod. proc. pen., nonché quelli comunque facenti capo a un’associazione per delinquere, con esclusione del mero concorso di persone nel reato.”

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