Sicurezza e Giustizia

Pietro ERREDE

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pietro_erredeIl dott. Pietro ERREDE, magistrato, ha svolto le funzioni di Sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Parma, dirigendo numerose indagini in materia di reati societari e finanziari, in materia di reati contro la pubblica amministrazione, in materia di droga, doping e prostituzione, scommesse clandestine in materia di calcio e, da ultimo, occupandosi del caso del sequestro ed uccisione del piccolo Tommaso Onofri.

Specialista in Scienze delle autonomie costituzionali, con indirizzo amministrativo gestionale, presso l’Università degli Studi di Bari e Dottore di ricerca in Diritto penale presso l’Università degli Studi Parma, ha svolto incarichi di docenza in materia di diritto amministrativo, prima, e di diritto penale e procedura penale, poi, presso la Scuola di Polizia Penitenziaria di Parma, la Scuola di Specializzazione per le professioni legali dell’Università di Parma, la Scuola di Specializzazione ‘E. Redenti’ di Bologna e da ultimo presso l’Università del Salento di Lecce nell’ambito dell’insegnamento ‘Tecniche di investigazioni scientifiche’ e di recente presso la Scuola Superiore della Pubblica amministrazione locale.

Partecipa come relatore in convegni su materie giuridiche. È autore di diverse pubblicazioni su varie tematiche (occupazione appropriativa e profili di tutela del privato, rilievo penalistico del silenzio della PA, controllo sugli enti locali, diritto di accesso in materia di informazioni ambientali) sulla rivista Nuova Rassegna ed. Noccioli Firenze ed ‘Instrumenta’ del Ministero dell’Interno.

Attualmente svolge funzioni di Giudice Civile presso la Sezione Commerciale di Lecce.

 


 

Articoli pubblicati

ILLECITO TRATTAMENTO PER IL DATORE DI LAVORO CHE DISPONE DEI DATI DELLE EMAIL DELL’EX DIPENDENTE
di Pietro Errede (N. IV_MMXV)
Garante della Privacy - Provvedimento n. 456 del 30 luglio 2015. Il trattamento risulta illecito per violazione degli artt. 11, comma 1, lett. a) e b), e 13 del Codice privacy per l’azienda che dispone ancora dei dati relativi alla posta elettronica già acquisiti dell’ex dipendente, pur essendo stato disattivato il suo account aziendale.
LA PUBBLICAZIONE DI FOTO SU FACEBOOK NON COMPORTA LA CESSIONE INTEGRALE DEI DIRITTI FOTOGRAFICI
di Pietro Errede (N. III_MMXV)
Tribunale di Roma, sentenza n. 12076 dell’11 maggio 2015 e depositata il 1° giugno 2015. Il caso riguarda un fotografo che realizzava un breve reportage sul fenomeno delle baby-cubiste nelle discoteche della capitale e pubblicava l’operato sulla propria pagina Facebook. Gli scatti venivano poi “rubati” dai media e diffusi. Il Tribunale ha stabilito che, nell’ipotesi in cui il trasferimento di fotografie digitali sia avvenuto tramite il download da una pagina web riconducibile al titolare o nella quale siano chiaramente indicati il nome del titolare della foto e la data dello scatto, i terzi sono comunque posti nella condizione di individuare, con l’ordinaria diligenza, il nome del fotografo e la data anche se collocati in prossimità della foto stessa e non sopra.
PER IL PORTO D’ARMI OCCORRE AVERE UNA CONDOTTA DI VITA IMPRONTATA ALL’OSSERVANZA DELLE NORME
di Pietro Errede (n.II_MMXV)
Il Consiglio di Stato, nella sentenza 2158/2015, ribadisce che l’autorizzazione alla detenzione ed al porto d’armi postulano che il beneficiario osservi una condotta di vita improntata alla piena osservanza delle norme penali e di quelle poste a tutela dell’ordine pubblico. Con la sentenza 1072/2015 si riafferma il principio per cui l’effetto preclusivo viene parzialmente meno una volta intervenuta la riabilitazione.
COMMETTE REATO L’AMMINISTRATORE DI CONDOMINIO CHE NON CONSEGNA LA DOCUMENTAZIONE CONTABILE DOPO LA FINE DEL MANDATO
di Pietro Errede (n.IV_MMXIV)
Con la sentenza n. 31192/2014 la Cassazione ha confermato la responsabilità di un amministratore di condominio palermitano, per i reati di appropriazione indebita aggravata e mancata esecuzione di un provvedimento giurisdizionale. L’amministratore si era infatti rifiutato di restituire i documenti contabili inerenti all’amministrazione di un condominio.
INTEGRA IL REATO DI SOSTITUZIONE DI PERSONA L’UTILIZZO DI UN “PROFILO” SUL SOCIAL NETWORK CON L’EFFIGE DI UN’ALTRA PERSONA INCONSAPEVOLE
di Pietro Errede
Corte di Cassazione, Sezione V Penale, sentenza n. 25774 del 23 aprile 2014 e depositata il 16 giugno 2014: integra il reato di sostituzione di persona (art. 494 cod. pen.), la condotta di colui che crei ed utilizzi un “profilo” su social network, utilizzando abusivamente l’effige di una persona del tutto inconsapevole.
È INAMMISSIBILE LA PROVA TESTIMONIALE PER DIMOSTRARE LA NON ATTENDIBILITÀ DEL CTU
di Pietro Errede (N. II_MMXIV)
Corte di Cassazione, Sezione III Civile, sentenza n. 8406 dell’11 febbraio 2014 e depositata il 10 aprile 2014. È inammissibile la prova testimoniale volta a dimostrare l’inattendibilità del CTU, venendo in rilievo l’affidabilità personale del consulente soltanto come sintomo della sua carenza di imparzialità, da far valere mediante procedimento di ricusazione.
INAMMISSIBILE LA PROPOSTA DELLE REGIONI DI INDIRE UN REFERENDUM CONTRO IL TAGLIO DEI TRIBUNALI
di Pietro Errede (N. I_MMXIV)
Corte Costituzionale, sentenza n. 12 del 15 gennaio 2014. La Consulta ha dichiarato inammissibile la proposta delle Regioni di indire un referendum contro il taglio dei tribunali previsto dalla riforma. L’abrogazione della riforma della geografia giudiziaria - chiesta da Abruzzo, Piemonte, Marche, Puglia, Friuli Venezia Giulia, Campania, Liguria, Basilicata e Calabria - “priverebbe totalmente l’ordinamento dell’assetto organizzativo indispensabile all’esercizio di una funzione fondamentale dello Stato, qual è quella giurisdizionale”, con “irrimediabile lesione del diritto fondamentale di agire e di difendersi in giudizio”.
LEGGE SUL FEMMINICIDIO E REGOLE INTERPRETATIVE PER IL PM E PER LA PG
di Pietro Errede ( n.IV_MMXIII )
Legge n. 119 del 15 ottobre 2013. Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 242 del 15 ottobre 2013, dal 16 ottobre scorso è entrata in vigore la legge n. 119 del 15 ottobre 2013 per il contrasto della violenza di genere. In conversione del già innovativo decreto-legge n. 93 del 14 agosto 2013 reca problemi interpretativi anche per diverse modifiche operate. Al fine di supportare gli operatori del diritto, Corte di Cassazione (Rel. n. III/03/2013) e Procura di Trento hanno dato alcune direttive (17 ottobre 2013).
IL DIRITTO ALL’OBLIO TROVA UN LIMITE NEL DIRITTO DI CRONACA SE È RINNOVATA L’ATTUALITÀ
di Pietro Errede ( n.III_MMXIII )
Corte di cassazione, Terza Sezione Civile, sentenza n. 16111 del 9 maggio 2013 e depositata il 26 giugno 2013. In tema di diffamazione a mezzo stampa, il diritto del soggetto a pretendere che proprie, passate vicende personali siano pubblicamente dimenticate (nella specie, c.d. diritto all’oblio in relazione ad un’antica militanza in bande terroristiche) trova limite nel diritto di cronaca solo quando sussista un interesse effettivo ed attuale alla loro diffusione, nel senso che quanto recentemente accaduto (nella specie, il ritrovamento di un arsenale di armi nella zona di residenza dell’ex terrorista) trovi diretto collegamento con quelle vicende stesse e ne rinnovi l’attualità, in caso diverso risolvendosi il pubblico ed improprio collegamento tra le due informazioni in un’illecita lesione del diritto alla riservatezza.
INTEGRA IL DELITTO DI FAVOREGGIAMENTO PERSONALE IL TENTATIVO DEL SACERDOTE DI DISSUADERE DALLA DENUNCIA PER VIOLENZA SESSUALE
di Pietro Errede ( n.II_MMXIII )
Corte di Cassazione, Sentenza VI Penale, sentenza n. 16391 del 21 marzo 2013 e depositata il 10 aprile 2013. La VI sezione ha ritenuto integrato il delitto di favoreggiamento personale nel tentativo di un sacerdote di dissuadere una sua parrocchiana dallo sporgere denuncia per una violenza sessuale subita dalla figlia minorenne.
LA CORTE COSTITUZIONALE CONFERMA LA DISTRUZIONE DELLE INTERCETTAZIONI PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
di Pietro Errede ( n.I_MMXIII )
Corte Costituzionale, sentenza n. 1 del 15 gennaio 2013, Udienza Pubblica del 4 dicembre 2012. La Corte Costituzionale ha dichiarato che non spettava alla Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Palermo di valutare la rilevanza delle intercettazioni di conversazioni telefoniche del Presidente della Repubblica, operate nell’ambito del procedimento penale n. 11609/08, e che non spettava alla stessa Procura di omettere di chiedere al giudice l’immediata distruzione della documentazione relativa alle intercettazioni indicate, ai sensi dell’art. 271,comma 3, del codice di procedura penale, senza sottoposizione della stessa al contraddittorio tra le parti e con modalità idonee ad assicurare la segretezza del contenuto delle conversazioni intercettate.