Sicurezza e Giustizia

LIBERALIZZAZIONE DELLE TELECOMUNICAZIONI E SERVIZI D’INTERCONNESSIONE

di Armando Frallicciardi


Fino al 1997 Telecom Italia ha detenuto il monopolio per la gestione dei servizi di comunicazione elettronica, della rete di commutazione e di accesso. Successivamente, con la liberalizzazione delle telecomunicazioni, nuovi Operatori si sono presentati sul mercato ed è nata l’esigenza dell’ “interconnessione” ovvero il collegamento fisico tra reti pubbliche di comunicazione per consentire agli utenti di un operatore di accedere ai servizi offerti da un altro operatore. L’AGCOM è l’autorità italiana competente per la definizione della regolamentazione tecnica per l’interconnessione nei c.d. Punti d’Interconnessione (PdI). Vediamo qualche esempio di interconnessione.


1.     Introduzione
Con la liberalizzazione delle telecomunicazioni, iniziata nel 1997, nuovi Operatori (OLO) si sono presentati sul mercato in aggiunta a Telecom Italia (TI) che fino a quel momento deteneva il monopolio per la gestione dei servizi di comunicazione elettronica, della rete di commutazione e di accesso. Per permettere agli utenti dei nuovi OLO, di rete fissa e mobile, di comunicare tra loro è stato necessario che le reti fossero interconnesse tra loro.

Per “interconnessione” si intende il collegamento fisico tra reti pubbliche di comunicazione per consentire agli utenti di un operatore di accedere ai servizi offerti da un altro operatore nazionale o internazionale. I nuovi Operatori hanno inizialmente interconnesso la propria rete a quella di TI nei Punti d’Interconnessione (PdI) definiti dalla regolamentazione emanata da AGCOM. Con l’evoluzione delle tecnologie di rete il modello d’interconnessione iniziale si è orientato in subordine verso accordi bilaterali direttamente tra OLO.
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Gli accordi d’interconnessione sono regolati anche dalla classificazione degli Operatori con significativo potere di mercato (SMP) per i quali l’AGCOM ha emanato specifici obblighi. In particolare un Operatore SMP deve rendere accessibile le proprie risorse di rete e i servizi d’interconnessione devono essere forniti a costi predefiniti.

 

2.     Architettura d’interconnessione
L’architettura base d’interconnessione, rappresentata in figura 1, prevede la suddivisione della rete nazionale di Telecom Italia in 32 Aree Gateway (AGW), ciascuna caratterizzata da un Punto di Interconnessione (PdI). La regolamentazione prevede che ogni Operatore possa scegliere uno o più punti d’interconnessione, in qualsiasi AGW, a:

  • livello locale,
  • livello di transito naionale,
  • livello di transito internazionale.

Ai punti d’interconnessione devono essere obbligatoriamente utilizzati i sistemi di segnalazione SS7 –ISUP per collegamenti TDM e SIP-I per collegamenti IP, conformi alle specifiche emanate da ISCOM rispettivamente ST 763 e ST 769.

 

3.     Interconnessione diretta o indiretta
L’interconnessione tra reti può essere diretta o indiretta. L’interconnessione diretta è la relazione fisica tra due reti regolata da accordi economici. Se tra le reti non esiste una reazione fisica l’accesso ai servizi o agli utenti di altri operatori avviene transitando su reti di operatori terzi.
Generalmente un Operatore, in conformità alla architettura della propria rete e in relazione alle policy commerciali, ha interconnessioni sia dirette sia indirette. Come caso limite un OLO può avere un solo punto d’interconnessione con TI e raggiungere qualunque numerazione o servizio, nazionale o internazionale transitando su TI.

 

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