Daniela GentileIV_MMXIVLeggi e Norme

NOVITÀ LEGISLATIVE IN TEMA DI ECO-REATI: MERITI E CRITICITÀ DEL RECENTE PROGETTO DI LEGGE

di Daniela Gentile

Testo unificato delle proposte di legge C. 957 Micillo, C. 342 Realacci e C. 1814 Pellegrino

La proposta di legge C. 957 è stata presentata il 15 maggio 2013. Il suo esame in Commissione è iniziato il 20 giugno 2013 e si è concluso il 16 gennaio 2014. Discussa in Assemblea dal 20 gennaio 2014 al 26 febbraio 2014. Il disegno di legge ( S. 1345) è stato trasmesso dalla Camera il 27 febbraio 2014.
Il 16 ottobre 2014, in audizione presso la Commissione Ecomafie, il ministro dell’Ambiente GianLuca Galletti ha esortato Palazzo Madama ad esaminare e ad approvare al più presto il testo sugli ecoreati fermo da troppo tempo in Aula. “Quel disegno di legge va approvato a tutti i costi: perché porta con sé grandi novità, su tutte l’introduzione dei reati ambientali nel codice penale. Non parliamo di uno strumento utile in più per il contrasto alle ecomafie, ma parliamo di una serie di novità irrinunciabili per stroncare quelle attività criminali che vogliono ingrossare le loro tasche facendo affari distruggendo la natura, calpestando la salute e la dignità delle persone, frenando la crescita. Non si perda ancora l’occasione di dotare le nostre istituzioni di un’arma di legalità e di civiltà contro quei business costruiti sull’illegalità e l’inciviltà.” (rif. http://www.minambiente.it/comunicati/galletti-approvare-al-piu-presto-ddl-ecoreati)

 


La proposta di legge sui reati ambientali, che nel momento in cui si scrive ha già ricevuto approvazione dalla Camera dei Deputati ed è ora in attesa di discussione al Senato, finalizzata all’introduzione di nuovi delitti nel corpus normativo dei cc.dd. eco reati ed al conseguente spostamento della criminalità ambientale tra i reati di fascia medio medio-alta, va complessivamente salutata con favore.

Esplorando la prima parte del testo emerge la seguente novità:

  • introduzione nel codice penale, libro secondo, di un nuovo titolo VI-bis, rubricato “Dei delitti contro l’ambiente” articolato in quattro nuovi delitti dolosi: inquinamento ambientale (art. 452-bis) punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da 10.000 a 100.000 euro, disastro ambientale (art. 452-ter) punito con la reclusione da cinque a quindici anni (le rispettive ipotesi colpose sono punite con pene diminuite da un terzo alle metà – art. 452-quater), traffico ed abbandono di materiale ad alta radioattività ed impedimento del controllo.
    Condensando le riflessioni sulle prime due fattispecie citate, i nuovi reati sono costruiti sul modello delle figure criminose contenute nella Direttiva 2008/99 CE sulla tutela penale dell’ambiente. L’art. 452-bis c.p., innovando rispetto alla tradizione in materia di reati ambientali, supera il modello del reato contravvenzionale di mera condotta incentrato sull’esercizio dell’attività inquinante senza autorizzazione o in superamento dei valori-soglia per abbracciare lo schema del delitto di evento. Si tratta di un reato di danno, rappresentato dalla compromissione o dal deterioramento rilevante della qualità del suolo, del sottosuolo, delle acque o dell’aria, ovvero dell’ecosistema, della biodiversità, della flora o della fauna selvatica.

L’art. 452-ter, rubricato “disastro ambientale”, raccoglie l’auspicio della prevalente dottrina e le evoluzioni giurisprudenziali alla tipizzazione di un’autonoma figura di reato sganciata dall’art. 434 c.p. Rispetto all’attuale figura, il disastro ambientale dipinto nel progetto di riforma diviene a forma vincolata e si sostanzia nella violazione di disposizioni legislative, regolamentari o amministrative, specificamente poste a tutela dell’ambiente e autonomamente costituenti illeciti amministrativi o penali; l’evento può consistere nella “alterazione dell’equilibrio dell’ecosistema”, irreversibile o di difficile reversibilità, e cioè in un danno all’ambiente, ovvero, in alternativa, in una “offesa della pubblica incolumità”, nella forma del danno o del pericolo per l’integrità fisica delle persone.

Deve, tuttavia, rilevarsi una prima criticità dal momento che si riferisce la compromissione o il deterioramento rilevante non soltanto ad uno o più dei settori costituenti l’ambiente, ovvero alle qualità del suolo, del sottosuolo, delle acque o dell’aria, ma altresì all’“eco-sistema”, alla bio-diversità, alla flora o alla fauna selvatica: ciò che rileva è la possibile deriva negativa in fase probatoria dovuta al riferimento all’alterazione dell’eco-sistema come evento del reato come tale affetto da “gigantismo” che potrebbe trasformarsi in una probatio diabolica rendendo, quindi, inefficace la tutela penale sotto questo determinato profilo.

Il quadro esegetico va completato segnalando:

  • l’art. 452-septies, che introduce circostanze aggravanti applicabili al reato di associazione per delinquere, qualora diretto in via esclusiva o concorrente alla realizzazione di taluno dei nuovi delitti ambientali, nonché in relazione all’art. 416-bis, ove l’associazione sia finalizzata a commettere alcuno dei delitti contenuti nel nuovo titolo ovvero all’acquisizione della gestione o comunque del controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, di appalti o di servizi pubblici in materia ambientale;
  • l’introduzione all’art. 452-octies, del “ravvedimento operoso” e la confisca delle cose costituenti il prodotto o il profitto del reato (art. 452-novies), oppure, ove non sia possibile, la confisca per equivalente di beni di cui il condannato abbia anche indirettamente o per interposta persona la disponibilità in caso di condanna o di “patteggiamento” per i delitti di inquinamento ambientale e di disastro ambientale dolosi, nonché di traffico organizzato di rifiuti e di associazione per delinquere e di tipo mafioso aggravate ex art. 452-septies;
  • l’estensione del catalogo dei reati presupposto della responsabilità amministrativa degli enti  ai due nuovi delitti ambientali;
  • l’inasprimento della prescrizione, i cui termini vengono raddoppiati rispetto a quelli ordinari previsti dall’art. 157, co. 6 c.p.

Non può essere taciuta, tuttavia, una deriva pericolosa e verosimilmente sottovalutata ovvero la scomparsa delle fattispecie contravvenzionali esistenti.

La reale nota di criticità investe con maggior vigore, invece, la seconda parte del testo:

 

…continua su EDICOLeA e sull’APP gratuita (iOSAndroid)

 


 

Altri articoli di Daniela Gentile

  1. Violenza di genere ed emergenza sanitaria Covid-19
    di Daniela Gentile (N. II_MMXX)
    Il 2020 verrà ricordato come l’anno della pandemia da covid-19 e delle devastanti conseguenze in campo economico e sociale; per chi si occupa di violenza di genere e tutela delle donne maltrattate l’emergenza sanitaria che suggerisce la casa come il luogo più sicuro si lega a doppio filo con un’altra che vede invece la salvezza proprio nell’allontanamento da quella stessa casa che diventa luogo di sopraffazione, abusi e maltrattamenti. Le straordinarie misure messe in atto per fronteggiare l’emergenza, inoltre, hanno certamente avuto ripercussioni negative sui centri antiviolenza e le case rifugio contraendo di fatto la loro operatività in un momento ancora più delicato e di sofferenza per le donne . Ma cos’è accaduto esattamente nel periodo del c.d. lockdown?
  2. « LA VIOLENZA E’ SEMPLICE, LE ALTERNATIVE ALLA VIOLENZA SONO COMPLESSE » (FRIEDRICH HACKER): INTRODOTTO IL “CODICE ROSSO”
    di Daniela Gentile (n.III_MMXIX)
    Legge 19 luglio 2019, n.69. “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere”. La legge è entrata in vigore il 9 agosto 2019. Entro 3 giorni dall’iscrizione della notizia di reato il pubblico ministero deve assumere informazioni dalla persona offesa o da chi ha denunciato i fatti di reato; in Procure con molte segnalazioni al giorno, questo aspetto potrebbe portare a problemi di ordine pratico e impedire di estrapolare i casi più gravi.
  3. LO STATO DELL’ARTE IN TEMA DI CONTRASTO ALLA VIOLENZA DI GENERE: DAL DDL “CODICE ROSSO” ALLA CONDANNA DELLA CORTE DI STRASBURGO
    di Daniela Gentile (N. I_MMXIX)
    Disegno di legge del Governo A.C. 1455. Il 28 novembre 2018 il Consiglio dei Ministri ha approvato il “codice rosso”, il disegno di legge proposto dai Ministri della Giustizia e della Pubblica amministrazione, che ha come obiettivo quello di garantire una ‘corsia preferenziale’, ovvero una maggiore tutela alle vittime di maltrattamento, violenza sessuale, atti persecutori e lesioni, commessi in contesti familiari o nell'ambito di relazioni di convivenza, assicurando la tempestività dell’adozione degli interventi cautelari o di prevenzione. Il Calendario dei lavori parlamentari prevede l'inizio della sua discussione nella settimana del 25-29 Marzo 2019.
  4. FOCUS SU INTERFERENZE E COMMISTIONI TRA PROCEDIMENTO PENALE E DISCIPLINARE NEL PUBBLICO IMPIEGO. IL CASO DELLA CONTESTAZIONE DEL DELITTO DI ABUSO D’UFFICIO (ART 323 C.P.)
    di Daniela Gentile (n.II_MMXVIII)
    Decreto Legislativo 8 aprile 2013, n. 39. Disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico, a norma dell’articolo 1, commi 49 e 50, della legge 6 novembre 2012, n. 190 (la c.d. legge anticorruzione) in materia di dell’inconferibilità e dell’incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati di diritto pubblico.
  5. LA STRAGE SILENZIOSA DELLE SCARPE ROSSE. FOCUS SULLE STRATEGIE DI PREVENZIONE E CONTRASTO
    di Daniela Gentile (n.I_MMXVIII)
    Legge 15 ottobre 2013, n. 119 (in G.U. n. 242 del 15 ottobre 2013 - in vigore dal 16 ottobre 2013). Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, recante disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere, nonchè in tema di protezione civile e di commissariamento delle province.
  6. DAI GIUDICI DI LEGITTIMITÀ ANCORA UN’OPERAZIONE DI ERMENEUTICA SU ACQUE REFLUE INDUSTRIALI E REATO DI SCARICO ABUSIVO
    di Daniela Gentile (n.II_MMXVII)
    Corte di Cassazione, Sezione III penale, sentenza n. 51889 del 21 luglio 2016 e depositata il 6 dicembre 2016. In tema di tutela delle acque dall’inquinamento, lo scarico dei reflui provenienti da impianti di autolavaggio, eseguito in assenza di autorizzazione, integra il reato di cui all’art. 137, comma primo, del D.Lgs. n. 152 del 2006, non potendo tali acque essere assimiliate a quelle domestiche. Le acque reflue non ricollegabili al metabolismo umano o non provenienti dalla attività domestica hanno carattere industriale, per cui il relativo sversamento sul terreno integra il reato di scarico abusivo.
  7. I NUOVI “ECO-REATI”: DIFFICOLTÀ INTERPRETATIVE DELLA RECENTE FORMULAZIONE
    di Daniela Gentile (N. III_MMXV)
    Legge n. 68 del 22 maggio 2015. Con la legge 22 maggio 2015 n. 68, pubblicata sulla “Gazzetta Ufficiale” del 28 maggio 2015 n. 122, e in vigore dal 29 maggio 2015, è stato aggiornato il codice penale introducendo il titolo VI bis intitolato “Delitti contro l’ambiente”: la nuova “aggravante ambientale” adegua finalmente la nostra legislazione ordinaria ai precetti costituzionali e alle indicazioni della Consulta in tema di ambiente.
  8. INADEMPIMENTO ALLE NORME COMUNITARIE IN MATERIA DI RIFIUTI
    di Daniela Gentile (n.II_MMXV)
    La Corte di giustizia europea ha condannato l’Italia a versare alla Commissione europea un importo iniziale fissato in 42,8 milioni di euro per il primo semestre successivo alla sentenza n. C-196/13 del 2 dicembre 2014, dal quale saranno detratti 400.000 euro per ciascuna discarica contenente rifiuti pericolosi e 200.000 euro per ogni altra discarica messa a norma conformemente alla sentenza.
  9. IL DELITTO DI COMBUSTIONE ILLECITA DI RIFIUTI: CONSIDERAZIONI SULLA PORTATA DELLA NUOVA NORMA
    di Daniela Gentile (n.I_MMXIV)
    Legge 6 febbraio 2014, n. 6. Sulla Gazzetta ufficiale n.32 dell’8 febbraio 2014 è stata pubblicata la Legge 6 febbraio 2014, n. 6, di conversione del DL 10 dicembre 2013, n. 136 in materia di emergenze ambientali e industriali. Il testo del decreto legge è stato modificato a seguito della conversione. Il provvedimento è in vigore dal 9 febbraio 2014 ed è articolato perchè tratta di Ilva e di dissesto idrogeologico. La novità più importante è il delitto di combustione illecita di rifiuti (art. 256 bis Codice dell’Ambiente): vediamo alcune considerazioni sulla portata della nuova norma e sulla sua efficacia quale misura di contrasto al fenomeno “terra dei fuochi”.
  10. Protezione dei minori dagli abusi sessuali […]
    di Daniela Gentile (n.III_MMXIII)
    I delitti di prostituzione minorile e pedopornografia alla luce della legge di attuazione della Convenzione di Lanzarote. Il fenomeno nell’ordinamento canonico e la cooperazione con le Autorità civili.
  11. RIAVVIATO IL PROGETTO SISTRI: FRA INCERTEZZE ED OMBRE SUL SUO EFFETTIVO FUNZIONAMENTO
    di Daniela Gentile (n.II_MMXIII)
    Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare, Decreto n. 96 del 20 marzo 2013. Il progetto SISTRI era stato rinviato “al fine di consentire la prosecuzione delle attività necessarie per la verifica del funzionamento del sistema”. Il 20 marzo 2013 il Ministro dell’Ambiente ha firmato il decreto che riattiverà dal 1° ottobre 2013 il sistema di tracciabilità dei rifiuti solo per i produttori di rifiuti pericolosi con più di dieci dipendenti e per gli enti e le imprese che gestiscono rifiuti pericolosi, in attuazione del cosiddetto Decreto Sviluppo sulla base dei rapporti dell’Agenzia per l’Italia digitale oltre che del parere espresso dall’avvocatura generale dello Stato

Show More

Related Articles