Sicurezza e Giustizia

LE INDAGINI FISCALI VIA FACEBOOK

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di Simone Covino e Mauro Vaglio


Agenzia delle Entrate – Circolare n. 16/E del 28/04/2016 “Prevenzione e contrasto all’evasione – Indirizzi operativi”
La Circolare 16/E del 28/04/2016 indica operativamente all’Amministrazione Finanziaria nuove misure di prevenzione e contrasto all’evasione. L’invito alla distensione dei rapporti coi contribuenti, alla trasparenza ed alla compliance, già contenuto nella delega fiscale attuata con i Decreti del 2015, si traduce in una promessa di maggior contraddittorio e minor formalismo, a vantaggio di una valutazione delle situazioni concrete. Proprio in quest’ottica, per contro, “alle notizie ritraibili dalle banche dati si aggiungono quelle che pervengono da altre fonti, ivi incluse fonti aperte, per cui lo scenario informativo è ampio e variegato” e ricomprende senz’altro le informazioni che malaccortamente il contribuente condivide su Facebook e sugli altri social media.


I rapporti tra Fisco e contribuente risentono da anni di un andamento ciclico: a periodi di slogan quali “manette agli evasori” e “anche i ricchi piangano” si alternano, cercando di intercettare l’umore del corpo elettorale, periodi di “buoni propositi”, esposti nelle varie versioni dello Statuto del Contribuente (L. 212/2000) o in documenti di prassi come quello in commento.
La Circolare 16/E del 28/04/2016 indica operativamente all’Amministrazione Finanziaria, nel quadro di un preciso indirizzo politico, nuove misure di prevenzione e contrasto all’evasione. L’invito alla distensione dei rapporti coi contribuenti, alla trasparenza ed alla compliance, già contenuto nella delega fiscale attuata con i Decreti del 2015, si traduce in una promessa di maggior contraddittorio e minor formalismo, a vantaggio di una valutazione delle situazioni concrete. La legge delega per la riforma del sistema fiscale (legge 11 marzo 2014, n. 23) ha posto infatti l’accento sui requisiti di stabilità e certezza della normativa fiscale, individuando in essi un presupposto indispensabile per le scelte degli operatori economici e per la crescita del Paese, nonché fattori fondamentali nella competizione fiscale tra Stati, almeno quanto il livello effettivo di tassazione. Del resto una chiara e mirata azione di contrasto, oltre a garantire il recupero delle imposte e delle tasse indebitamente evase, determina altresì un conseguente effetto deterrenza e, indirettamente, l’incremento della tax compliance.

Tali criteri sono espressamente richiamati nel decreto legislativo n. 157 del 2015 di revisione della disciplina dell’organizzazione delle Agenzie fiscali ed anche nell’Atto di indirizzo per il conseguimento degli obiettivi di politica fiscale per gli anni 2016-2018. In quest’ultimo documento, il Ministro dell’Economia e delle finanze, nel sottolineare la centralità del rapporto fisco-contribuente, ribadisce l’esigenza di maggiore trasparenza, semplificazione e razionalizzazione degli adempimenti, così da agevolare l’emersione dell’effettiva capacità contributiva già nel momento dell’adempimento spontaneo, senza dover arrivare all’esito di un attività accertativa da parte dell’Agenzia delle Entrate ovvero della Guardia di Finanza.

La lotta all’evasione – spiega l’Agenzia delle Entrate in un suo recente Comunicato stampa – cambia insomma “passo”. Si accantona, almeno a parole, la caccia all’errore involontario, si abbandonano i recuperi solo formali o per importi esigui che “oltre a creare inefficienza danno una percezione errata dell’operato dell’Agenzia”. L’obiettivo implementare il rapporto tra Fisco e contribuenti: “il dialogo, la trasparenza e un approccio chiaro, semplice e privo di preconcetti saranno fondamentali per far percepire la correttezza e la proporzionalità dell’azione di contrasto”. A questa strategia comunicativa conciliante si affianca naturalmente quella della “lotta senza quartiere alle forme di evasione più gravi e alle frodi, fenomeni contro i quali l’Agenzia mette in campo, oltre a tecniche innovative che vanno nella direzione di un sempre più incisivo incrocio delle banche dati, una chiara e intensa azione di contrasto anche nei confronti di chi per mestiere idea o facilita sistemi evasivi complessi”. Questi, in breve e secondo le parole della stessa Agenzia delle Entrate, i principi cardine della Circolare in commento circa le strategie di prevenzione e contrasto dell’evasione 2016 dell’Agenzia delle Entrate, la quale si propone gli ambiziosi obiettivi di ridurre il tax gap, migliorare la qualità dell’accertamento e ridurre l’invasività dei controlli.

…continua su EDICOLeA

 


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