Sicurezza e Giustizia

PROPOSTA DI LEGGE DI RATIFICA ED ESECUZIONE DEL TRATTATO DI NEW YORK SUL COMMERCIO DELLE ARMI

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di Elena Bassoli

Camera dei Deputati, proposta di legge n. 1239 del 12 luglio 2013

Il 12 luglio 2013 il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge di ratifica ed esecuzione del Trattato sul commercio delle armi “Arms Trade Treaty” (ATT), adottato nel marzo 2013 dall’Assemblea Generale delle Nazioni unite e firmato a New York il 2 aprile 2013. L’ATT risponde alla urgente necessità di colmare le lacune del commercio non regolamentato di armi convenzionali e di intensificare gli sforzi volti al consolidamento della pace e dell’assistenza umanitaria, perseguendo l’obiettivo di rendere il commercio, l’esportazione e il trasferimento delle predette armi più responsabili e trasparenti. L’Italia, pur disponendo in materia di una delle normative più avanzate a livello mondiale, ha svolto un ruolo importante in ogni fase del negoziato per raggiungere, sul piano legislativo, il migliore risultato possibile. Con riferimento alla compatibilità del Trattato con la normativa europea, l’Italia, come gli altri Paesi membri, ha firmato l’ATT previa autorizzazione del Consiglio europeo, il quale sta ora procedendo all’elaborazione della decisione che autorizzerà gli Stati al deposito dello strumento di ratifica presso il Segretariato generale delle Nazioni unite.

 


1. L’iter di formazione e approvazione

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 12 luglio 2013(1), su proposta dei ministri degli Affari Esteri, e della Difesa, il disegno di legge di ratifica ed esecuzione del Trattato sul commercio delle armi “Arms Trade Treaty” (ATT) con il voto favorevole di 154 Paesi (tra cui l’Italia, tutti i paesi dell’Unione europea, gli Stati Uniti, gran parte degli Stati dell’America Latina e dell’Africa), il voto contrario di soli 3 Paesi (Iran, Siria e Corea del Nord) e 23 astensioni (tra cui quelle di Russia, Cina, India, Indonesia, Egitto, Arabia Saudita)(2).

Il Trattato è stato adottato nel marzo 2013 dall’Assemblea Generale delle Nazioni unite e firmato a New York il 2 aprile 2013(3), dopo un lungo e complesso impegno negoziale avviato in ambito ONU fin dal 2006, e rappresenta un punto di svolta nella trattazione di una delicata problematica nell’ambito delle relazioni internazionali. Il commercio illecito e non regolamentato delle armi ha conseguenze dirette, non solo sulla sicurezza delle Nazioni, ma soprattutto sul piano umanitario, sociale, ed economico(4).

Il 26 luglio 2013 la Commissione parlamentare “Bilancio, Tesoro e Programmazione” ha espresso parere favorevole sugli strumenti di copertura finanziaria(5). La proposta di legge è volta a favorire la ratifica parlamentare del Trattato sul commercio delle armi convenzionali nei tempi più rapidi possibili, al fine di poter giungere al deposito dello strumento di ratifica al Segretario generale delle Nazioni Unite in occasione del UN Treaty Event (24-26 settembre 2013) consentendo all’Italia di essere tra i primi 50 Paesi che, attraverso la loro ratifica, potranno contribuire all’entrata in vigore di questo
Trattato. A tale riguardo, è utile sottolineare come la normativa italiana sul controllo dei materiali di armamento(6)  rappresenti una delle discipline più avanzate su scala globale, e che il recepimento della direttiva 2009/43/CE(7) sul controllo dei trasferimenti dei materiali di armamento in ambito comunitario ha consentito di preservare e aggiornare gli alti standard già vigenti in materia, permettendo al nostro ordinamento di essere in condizione di dare piena attuazione alle previsioni del Trattato.

Il processo negoziale per la definizione del Trattato è stato particolarmente laborioso e affonda le sue radici negli anni ’90, quando gli attori della società civile e i premi Nobel per la pace segnalarono la necessità e l’urgenza di definire uno strumento di diritto internazionale per regolamentare il commercio delle armi e per contrastare i traffici illeciti che alimentano instabilità, conflitti, povertà e gravi violazioni dei diritti umani. Tuttavia, forti sono stati i contrasti che si sono registrati sin da subito e che hanno impedito per lungo tempo di compiere passi in avanti concreti, in particolare per resistenze ed interessi contrapposti da parte dei principali Paesi esportatori di armamenti.

 

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