Sicurezza e Giustizia

Antonio PICARELLA

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Antonio PICARELLA è avvocato penalista del Foro di Nocera Inferiore, titolare di uno studio legale multidisciplinare con il quale collaborano professionisti dei settori civile, amministrativo e del lavoro.

Assiste e difende enti pubblici e privati, imprese e privati cittadini coinvolti in procedimenti penali come accusati o persone offese e danneggiate dai reati.

Dal 2011 è difensore di fiducia e, dal 2017 Coordinatore provinciale, dell’Associazione antiracket e antiusura Sos Impresa, che a Salerno ha un suo organismo territoriale, iscritto con decreto prefettizio nell’elenco provinciale delle associazioni e fondazioni antiusura e antiracket.

Per conto dell’Associazione, assiste le vittime nei processi penali aventi ad oggetto imputazioni per usura ed estorsione, anche nei casi in cui tali delitti si consumino all’interno di contesti associativi e criminali di tipo mafioso.

È specializzato come avvocato del minore, iscritto nella relativa lista tenuta dal Tribunale per i minorenni di Salerno.

Ha partecipato in veste di relatore in diversi convegni e incontri pubblici, oltre a seminari di formazione professionale per avvocati e dottori commercialisti.

È giornalista pubblicista dal 1994 e ha collaborato per diverse testate giornalistiche campane, prima come cronista e poi come esperto di questioni legali.

 

 


Articoli pubblicati

LA CONFISCA URBANISTICA DOPO LA SENTENZA N. 13539/2020 DELLE SEZIONI UNITE
di Antonio Picarella e di Francesco Botti (N. II_MMXX)
La confisca prevista dall’art 44 co. 2 del D.P.R. 380/2001 può essere disposta anche a seguito della prescrizione del reato di lottizzazione abusiva ove, prima che sia maturata detta prescrizione, sia stata già accertata la lottizzazione stessa nelle sue componenti oggettive e soggettive. Ne deriva che, in caso di estinzione del reato di lottizzazione abusiva per prescrizione, all'esito del giudizio di gravame, il giudice di appello e la Corte di cassazione sono tenuti a decidere sull'impugnazione agli effetti della confisca urbanistica, in applicazione dell'art. 578-bis c.p.p. Resta fermo tuttavia che, una volta intervenuta la prescrizione, in applicazione dell'art. 129 c.p.p., co. 1 il giudizio non può proseguire al solo fine di compiere il predetto accertamento. Questi, in sintesi, i principi enunciati nella recente sentenza n. 13539 depositata il 30 aprile 2020 dalle Sezioni Unite penali della Corte di Cassazione.
LA NUOVA LEGITTIMA DIFESA TRA ISTANZE PUNITIVE, TUTELA DELLA VITTIMA E GARANZIE COSTITUZIONALI
di Antonio Picarella (N. I_MMXX)
La legge n. 36/2019 rientra a pieno titolo in quella stagione di “riforme” inaugurata con il primo “Decreto sicurezza” e con la legge “Spazzacorrotti”, proseguita con la nuova disciplina sulla legittima difesa nel domicilio – oggetto della nostra indagine – e con il “decreto sicurezza bis” e culminata con il “codice rosso”. Trattasi di provvedimenti con i quali il legislatore ha tentato di fornire una risposta ad una crescente istanza securitaria, mediante la valorizzazione del ruolo sempre più centrale della vittima del reato da una parte, e un diffuso (e talvolta indiscriminato) inasprimento della risposta punitiva dall’altra. A distanza di quasi un anno dalla entrata in vigore della legge in esame, v’è da chiedersi se il fine di estendere oltremodo i confini della non punibilità di chi reagisce alle aggressioni nel domicilio abbia trovato conforto nella interpretazione di dottrina e giurisprudenza.
L’AMPLIAMENTO DELLE IPOTESI DI PROCEDIBILITÀ A QUERELA PREVISTO DAL DECRETO LEGISLATIVO 36/2018 IN ATTUAZIONE DELLA LEGGE 103/2017
di Antonio Picarella (N. II_MMXIX)
Il 9 maggio 2018 è entrato in vigore il decreto legislativo n. 36 del 10 aprile 2018 recante Disposizioni di modifica della disciplina del regime di procedibilità per taluni reati in attuazione della delega di cui all'articolo 1, commi 16, lettere a) e b), e 17, della legge 23 giugno 2017, n. 103 (pubblicato in GU Serie Generale n. 95 del 24-04-2018). L’obiettivo perseguito dalla c.d. Riforma Orlando era quello di ampliare le ipotesi di procedibilità a querela per migliorare l’efficienza del sistema penale, anche attraverso la collegata operatività dell’istituto - di nuova introduzione - della estinzione del reato per condotte riparatorie (articolo 162-ter del codice penale), applicabile ai reati procedibili a querela soggetta a remissione. A distanza di circa un anno dalla novella che ha modificato il regime di procedibilità di dieci reati (contro la persona e contro il patrimonio) presenti nel nostro codice penale, ci si chiede se il decreto legislativo n. 36/2018 abbia compiutamente assolto al mandato conferito con la delega, ovvero se comprimendo significativamente il catalogo dei reati assoggettabili alla nuova disciplina abbia finito per svilire le finalità deflattive che la Riforma Orlando intendeva realizzare.
LE MISURE DI SOSTEGNO ALLE VITTIME DI USURA ED ESTORSIONE ALLA LUCE DELLE MODIFICHE INTRODOTTE DAL “DECRETO SICUREZZA”
di Antonio Picarella (N. IV_MMXVIII)
Il decreto legge n. 113/2018, convertito con la legge n. 132 del 1 dicembre 2018 n. 132 (in G.U. n. 281 del 3 dicembre 2018, entrato in vigore il giorno seguente) all’art. 38 bis ha introdotto significative modifiche alle misure di sostegno alle vittime di usura ed estorsione, già regolate dalla legge 23 febbraio 1999 n. 44 e dalla legge 7 marzo 19996 n. 108. Si tratta di innovazioni che vanno ad incidere sui termini per la presentazione delle domande di elargizione a favore delle vittime, su quelli previsti per istanze volte ad ottenere la sospensione di termini e sulle modalità di concessione dell’elargizione. Sono state inserite, inoltre, disposizioni che prescrivono i requisiti che le associazioni antiracket e antiusura devono possedere per l’iscrizione negli elenchi tenuti dalle prefetture, che stabiliscono i casi di incompatibilità/nullità degli atti compiuti dal Comitato di solidarietà, cui è demandato il compito di esaminare e deliberare sulle istanze di accesso al Fondo di solidarietà, e che stabiliscono principi di maggiore trasparenza sulle nomine dei membri del Comitato, designati dagli organismi nazionali delle associazioni di settore maggiormente rappresentative.
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