Sicurezza e Giustizia

Francesco BOTTI

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail < 1 ' di lettura

 

Francesco BOTTI è avvocato amministrativa del Foro di Vallo della Lucania. Collabora presso uno studio specializzato nel diritto amministrativo in Salerno. Assiste e difende enti pubblici e privati innanzi alla giurisdizione amministrativa e ordinaria. In ambito penale si occupa prevalentemente di reati contro la PA, reati edilizi, paesaggistici ed ambientali.

Nel 2003 è stato documentarista esterno presso l’Istituto di Teoria e Tecniche dell’Informazione Giuridica del C.N.R. di Firenze, nell’ambito del progetto nazionale “Norme in Rete” promosso dal Ministero della Giustizia e dall’A.I.P.A.

Nel 2009 ha conseguito il Diploma nell’ambito del Corso Annuale di Perfezionamento (ed aggiornamento professionale) in “Amministrazione Locale” presso il Dipartimento di Diritto Pubblico Generale e Teoria delle Istituzioni dell’Università degli Studi di Salerno e, nel 2017, il Diploma di perfezionamento post-lauream in “Anticorruzione e appalti nella pubblica amministrazione” presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche – Scuola di Giurisprudenza– dell’Università degli Studi di Salerno.

È Cassazionista dal 2020.

Nel tempo libero conduce, in via amatoriale, un programma radiofonico sulla webradio del Portale di Informazione InfoCilento.it

 

 


Articoli pubblicati

LA CONFISCA URBANISTICA DOPO LA SENTENZA N. 13539/2020 DELLE SEZIONI UNITE
di Antonio Picarella e di Francesco Botti (N. II_MMXX)
La confisca prevista dall’art 44 co. 2 del D.P.R. 380/2001 può essere disposta anche a seguito della prescrizione del reato di lottizzazione abusiva ove, prima che sia maturata detta prescrizione, sia stata già accertata la lottizzazione stessa nelle sue componenti oggettive e soggettive. Ne deriva che, in caso di estinzione del reato di lottizzazione abusiva per prescrizione, all'esito del giudizio di gravame, il giudice di appello e la Corte di cassazione sono tenuti a decidere sull'impugnazione agli effetti della confisca urbanistica, in applicazione dell'art. 578-bis c.p.p. Resta fermo tuttavia che, una volta intervenuta la prescrizione, in applicazione dell'art. 129 c.p.p., co. 1 il giudizio non può proseguire al solo fine di compiere il predetto accertamento. Questi, in sintesi, i principi enunciati nella recente sentenza n. 13539 depositata il 30 aprile 2020 dalle Sezioni Unite penali della Corte di Cassazione.

 

Enable Notifications    Ok No thanks