Sicurezza e Giustizia

IL GEOGRAPHIC PROFILING (I PARTE)

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di Domingo Magliocca

Determinare l’area dove un offender risiede e fissare tale risultato su una mappa. Questo approccio, in ambito investigativo, è conosciuto come Geographic Profiling. Infatti, l’obiettivo del geographic profiling è delimitare un’area geografica quale probabile luogo di residenza del reo, autore di una serie di crimini.  
Prima Parte (in questo numero): Introduzione, 1) Il Geographic Profiling, 2) Le mappe mentali.
Seconda Parte: 3) La Legge di decadimento della distanza, 4) L’ipotesi circolare di David Canter, 5) Il processo di costruzione del profilo geografico criminale.
Terza parte: 6) Un’ipotesi di lavoro: Geographic profiling case report de “I delitti del Mostro di Firenze”, 6.1) Il caso, 6.2) L’analisi, 7) Conclusioni.


 

 Introduzione
Il luogo del delitto è senz’altro uno degli elementi più importanti per individuare ed identificare l’autore di un reato. Un investigatore sa bene che la scena “parla”, “racconta”, è una forma di comunicazione di chi ha commesso un crimine. Grazie alle “dichiarazioni” lasciate dal reo sulla scena del crimine è possibile risalire alle caratteristiche, a quei tratti salienti del criminale che consentono la realizzazione di un profilo criminologico.

Nell’attuale contesto, la criminologia, intesa come scienza che ha per oggetto lo studio del delitto nella realtà oggettiva e nelle sue cause, della vittima, l’analisi della reazione sociale al fatto reato, riveste un ruolo decisivo anche nella gestione di tecniche investigative come il Criminal Profiling, ove meglio si intravede il connubio tra criminologia, investigazione, criminalistica.
La scena del crimine diviene il naturale anello di congiunzione tra il mondo della criminologia e quello dell’investigazione criminale. Invero, con le moderne tecniche di analisi e valutazione, definire la scena del crimine semplicemente come il luogo in cui si è consumato un reato sembra una definizione alquanto riduttiva poiché si “restringe” la scena del crimine solamente ad un “contenitore fisico” dove sono presenti le tracce del crimine mentre, in realtà, vi sono ambiti di studio, come la sicurezza urbana, dove la scena del crimine perde quella forte connotazione tecnica e quel valore che assume in seno alla scienza delle tracce, alla criminalistica. Difatti, nell’ambito dei progetti di sicurezza urbana e di crime mapping la scena del crimine diviene il luogo in cui agire per attuare delle soluzioni di tipo pratico e sociali con l’intento di andare alla ricerca delle cause che favoriscono la genesi di fatti delittuosi, e tentare di arginare l’insicurezza sociale che il crimine ha generato nei cittadini e ridurre i rischi di vittimizzazione.
In tale ottica il luogo del reato assume un riferimento “spaziale” che si innesta nella complessa analisi del crimine; si parla, infatti, di “spazio” inteso come “quarta dimensione” del crimine, dopo la legge, il criminale e la vittima. Quindi, il luogo del delitto assume un riferimento di tipo “geografico”, necessario per conoscere il perchè un criminale ha scelto quel determinato obiettivo e non un altro, ed anche per risalire alla possibile residenza del reo attraverso il geographic profiling.

 

1.     Il Geographic Profiling
Ogni luogo interessato da un crimine (il luogo dove la vittima del reato è stata vista per l’ultima volta, dove la vittima è stata avvicinata, dove è stato ritrovato eventualmente il cadavere e più in generale il luogo ove è stato consumato un delitto) rivela la dinamica dell’evento delittuoso nonché il comportamento spaziale dell’offender; infatti l’analisi spaziale dei siti criminali, oltre ad assumere rilevanza nei contesti di prevenzione nell’ambito della sicurezza urbana attraverso l’analisi degli hot spot del crimine, può fornire delle utili informazioni per risalire alla possibile area di residenza del criminale, dati che confluiscono nel Geographic Profiling. Il profilo geografico è un procedimento investigativo che, applicato ad omicidi seriali, stupri seriali, atti di piromania in serie, attentati dinamitardi, rapine in banca, contribuisce attraverso lo studio dei luoghi interessati dal crimine a delimitare un’area geografica quale possibile luogo di dimora di un offender sconosciuto autore di una serie di crimini; è un metodo che, spostando l’investigazione sui dati geografici dei luoghi in cui è avvenuta l’offesa, fornisce all’analista un’area di priorità dove poter meglio investire e gestire ogni risorsa investigativa nonché le indicazioni di massima circa il pattern di movimento dell’offender nello spazio geografico.

 

…continua su EDICOLeA

 


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