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LOCALIZZAZIONE E CELLE SERVENTI DI UNA RETE CELLULARE: UTILITÀ DELLE MISURAZIONI SUL CAMPO

di  Sergio Civino

Nella localizzazione di apparati mobili le informazioni fornite dai Gestori di telefonia possono essere insufficienti a formulare indizi/prove. La tecnica sperimentale nelle misurazioni della copertura radioelettrica dei singoli luoghi rappresenta una valida alternativa, passando attraverso un campagna di misurazioni realizzata con apposita strumentazione e la conoscenza approfondita delle modalità d’aggancio e comunicazione degli apparati mobili alla rete cellulare. 


 Introduzione
La localizzazione degli apparati mobili è un ambito di sicuro ausilio alla Digital Forensics assieme all’estrazione dei dati contenuti negli stessi. L’interesse per la Localizzazione è legato al ruolo che gli apparati mobili hanno conquistato nella nostra vita quotidiana. La loro diffusione, come noto, è legata alle sempre maggiori funzionalità offerte dai produttori, alla più facile ed economica connettività offerta dai fornitori di servizi e alla scelta, oramai infinita, in termini di contenuti. La quantità sempre crescente di funzioni e contenuti danno a questi strumenti il primato in termini di pervasività intrecciandosi nelle nostre attività giornaliere.

 

Per la localizzazione degli apparati cellulari si sfruttano le caratteristiche peculiari delle reti di telefonia mobile, le quali devono coprire territori più o meno vasti, comunque non gestibili da pochi trasmettitori, in termini di numero di utenti, di potenza necessaria, orografia e di disponibilità di bande in frequenza. Per ovviare a tale inconveniente la tecnica ha suggerito di parcellizzare il territorio da servire in tante celle – da cui il nome “rete cellulare” – coperte ciascuna da un trasmettitore utilizzante le stesse bande di frequenza degli altri in modo non interferente. In questa maniera si è ottenuto anche la riduzione delle potenze elettromagnetiche in gioco. Ai nostri scopi, prendendo ad esempio la rete GSM, si può semplificare indicando gli elementi base per il funzionamento della Rete:

  • una BTS (Base Transceiver Station) o in italiano BTS (Stazione Radio Base) in genere fisso utile ad instaurare le connessioni tra gli utenti e collegato con il resto della infrastruttura di rete;
  • una porzione di territorio, nella quale il sistema radiomobile svolge le proprie funzioni, detta area di chiamata o di copertura;
  • uno o più terminali utente mobili detti anche MS (Mobile Station).

Per semplicità d’esposizione si esaminano in questa sede le possibilità offerte, in termini di localizzazione, dai telefoni cellulari, smartphone e tablet, benché il ventaglio dei dispositivi localizzabili sia più ampio, non potendo dimenticare ad esempio le videocamere, fotocamere ed i navigatori veicolari e navali.
Gli apparati terminali per la telefonia mobile consentono fondamentalmente due modalità per essere localizzati, con differente precisione: mediante ricevitore GPS e mediante le informazioni di posizioni rilevate dopo il verificarsi di eventi comunicativi (chiamate, messaggi e trasmissione dati) che avvengono tra terminale e rete cellulare.
In un’analisi di tipo forense spesso non si ha a disposizione il terminale mobile oppure lo stesso,una volta analizzato, non ha fornito indicazioni utili. In tale circostanza un’attività utile alla localizzazione dell’apparato terminale mobile, e con esso il suo utilizzatore, è l’attività di “matching” cioè d’incrocio, da quanto emerge dal tabulato telefonico di traffico storico, in termini di cella agganciata, e la copertura territoriale della rete cellulare.
Tale attività è utile per determinare la compatibilità/esclusione del luogo in cui è avvenuto un dato evento comunicativo con quanto rilevabile dai tabulati in termini di cella servente. Operativamente, in linea teorica, sarebbe sufficiente recuperare i tabulati telefonici con l’indicazione delle celle serventi che hanno gestito gli eventi comunicativi e la copertura territoriale della rete cellulare nel momento in cui si sono svolti gli stessi eventi comunicativi, poiché la copertura delle celle serventi può cambiare nel tempo. Entrambe le informazioni sono ottenibili dai Gestori di telefonia mobile.

 

La tecnica sperimentale
La pratica è assai più complessa poiché la copertura della rete cellulare fornita dai Gestori di telefonia mobile è frutto di una simulazione computerizzata basata sulla ricostruzione approssimata dell’orografia del territorio e sulle potenze di trasmissione in gioco. Alcuni Gestori forniscono tutte le celle concorrenti a servire una data porzione di territorio (a volte alcune decine tra i diversi standard disponibili: LTE/UMTS/GSM), altri con buona volontà forniscono la simulazione della copertura individuando per ogni singolo luogo della mappa la cella servente.
In entrambe i casi, come già accennato, si tratta di mere indicazioni, che soprattutto in aree prossime al confine tra il servizio di una cella e un’altra spesso risultano non utili.

 

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