Sicurezza e Giustizia

IL NUOVO CODICE DELLA PROTEZIONE CIVILE

di Marco Massavelli


Decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 224 (Entrata in vigore il 6 febbraio 2018)
Il nuovo Codice, dopo il parere parere n. 2647 del 19 dicembre 2017 del Consiglio di Stato (leggi notizia) è stato approvato dal Consiglio dei Ministri n. 66 del 29 dicembre 2017. Il decreto legislativo migliora la definizione delle funzioni del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nell’ambito del servizio di protezione civile, quale componente fondamentale; chiarisce in modo più netto la differenziazione tra la linea politica e quella amministrativa e operativa ai differenti livello di governo territoriale; migliora la definizione della catena di comando e di controllo in emergenza in funzione delle diverse tipologie di emergenze; introduce il provvedimento della “mobilitazione nazionale”, preliminare a quello della dichiarazione dello stato d’emergenza.


 

Con il decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 224, è stato approvato il nuovo Codice della protezione civile, entrato in vigore il 6 febbraio 2018, e che ha abrogato, tra le altre, la legge 24 febbraio 1992, n. 225.
Il Servizio nazionale della protezione civile è definito come il sistema che esercita la funzione di protezione civile costituita dall’insieme delle competenze e delle attività volte a tutelare la vita, l’integrità fisica, i beni, gli insediamenti, gli animali e l’ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da eventi calamitosi di origine naturale o derivanti dall’attività dell’uomo.
Sono attività di protezione civile quelle volte alla previsione, prevenzione e mitigazione dei rischi, alla gestione delle emergenze e al loro superamento.
La previsione consiste nell’insieme delle attività, svolte anche con il concorso di soggetti dotati di competenza scientifica, tecnica e amministrativa, dirette all’identificazione e allo studio, anche dinamico, degli scenari di rischio possibili, per le esigenze di allertamento del Servizio nazionale, ove possibile, e di pianificazione di protezione civile. La prevenzione consiste nell’insieme delle attività di natura strutturale e non strutturale, svolte anche in forma integrata, dirette a evitare o a ridurre la possibilità che si verifichino danni conseguenti a eventi calamitosi anche sulla base delle conoscenze acquisite per effetto delle attività di previsione.

Il nuovo Codice chiarisce in modo più netto la differenziazione tra la linea politica e quella amministrativa e operativa ai differenti livello di governo territoriale.
Fanno parte del Servizio nazionale le autorità di protezione civile che, secondo il principio di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza, garantiscono l’unitarietà dell’ordinamento esercitando, in relazione ai rispettivi ambiti di governo, le funzioni di indirizzo politico in materia di protezione civile e che sono:

  • il Presidente del Consiglio dei ministri, in qualità di autorità nazionale di protezione civile e titolare delle politiche in materia;
  • i Presidenti delle Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano, in qualità di autorità territoriali di protezione civile;
  • i Sindaci e i Sindaci metropolitani, in qualità di autorità territoriali di protezione civile limitatamente alle articolazioni appartenenti o dipendenti dalle rispettive amministrazioni.

Il Presidente del Consiglio dei ministri, per il conseguimento delle finalità del Servizio nazionale, determina le politiche di protezione civile per la promozione e il coordinamento delle attività delle amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, delle regioni, delle città metropolitane, delle province, dei comuni, degli enti pubblici nazionali e territoriali e di ogni altra istituzione e organizzazione pubblica o privata presente sul territorio nazionale. Inoltre, predispone gli indirizzi per lo svolgimento, in forma coordinata, delle attività di protezione civile, al fine di assicurarne l’unitarietà nel rispetto delle peculiarità dei territori.
Nel rispetto delle direttive e di quanto previsto dalla legislazione regionale, i Sindaci, i Sindaci metropolitani e i Presidenti delle Regioni, in qualità di autorità territoriali di protezione civile, esercitano le funzioni di vigilanza sullo svolgimento integrato e coordinato delle medesime attività da parte delle strutture afferenti alle rispettive amministrazioni.

 

… Continua su EDICOLeA

 


Altri articoli di Marco Massavelli

UN CASO REALE DI DATA BREACH ITALIANO
di Marco Massavelli (N. III_MMXVII)
La società Wind Tre s.p.a. ha comunicato il 21 marzo 2017 al Garante della privacy, ai sensi dell’art. 32-bis del Codice, un caso di “data breach” che ha riguardato il sistema informatico di selfcare “tre.it”, con la conseguente illecita visualizzazione ed acquisizione di credenziali contenute in un file recante dati personali riferiti provvisoriamente a 5118 clienti. Con una nota integrativa del 23 giugno 2017 si è appreso che i dati riguardano 28.173 numeri di telefono.
PRIMA GUIDA APPLICATIVA DEL GARANTE SUL NUOVO REGOLAMENTO UE PRIVACY
di Marco Massavelli (N. II_MMXVII)
Garante della Privacy - Guida applicativa del 28 aprile 2017. Il Garante per la privacy ha elaborato una prima Guida all’applicazione del Regolamento UE 2016/679 in materia di protezione dei dati personali. La Guida traccia un quadro generale delle principali innovazioni introdotte dalla normativa e fornisce indicazioni utili sulle prassi da seguire e gli adempimenti da attuare per dare corretta applicazione alla normativa, già in vigore dal 24 maggio 2016 e che sarà pienamente efficace dal 25 maggio 2018.
SCOUT SPEED: PRIME SENTENZE CONTRASTANTI TRA LORO CIRCA L’ELEVABILITÀ DELLA MULTA SENZA PRESEGNALAZIONE
di Marco Massavelli (N. I_MMXVII)
Tribunale ordinario di Rovigo, Sentenza n. 1023 del 22 novembre 2016. Gli Scout Speed sono nuovi modelli di autovelox installati su auto civette della polizia, che funzionano anche se il mezzo della polizia sul quale è installato è in movimento; l’apparecchio è inoltre in grado di fotografare le auto avanti e dietro quella della polizia e quelle provenienti dall’opposto senso di marcia. Nella sentenza n. 654/2016 del GdP di Firenze viene affermato che la contestazione immediata deve considerarsi un “principio fondamentale per le infrazioni al codice della strada” obbligando ad un “maggior rigore nel procedimento di irrogazione della sanzione”. Tuttavia, secondo la sentenza n. 1023/2016 del Tribunale di Rovigo la legge non prevede l’obbligo di presegnalamento della postazione della polizia, trattandosi di accertamento dinamico.
LE NUOVE REGOLE SUL DIRITTO ALL’INTERPRETAZIONE E ALLA TRADUZIONE NEI PROCEDIMENTI PENALI
di Marco Massavelli (N. IV_MMXVI)
Decreto legislativo 23 giugno 2016, n. 129 (GU Serie Generale n.163 del 14-7-2016) Nel 2014, in attuazione di una Direttiva europea, sono state inserite nell’ordinamento nazionale nuove regole in materia di diritto ad avere l’interprete e la traduzione degli atti per coloro che siano sottoposti a procedimento penale. Pochi mesi fa, il quadro normativo di riferimento è stato ulteriormente integrato con il decreto legislativo 23 giugno 2016, n. 129. Analizziamo le regole da un punto di vista strettamente pratico-operativo, al fine di fornire utili spunti per l’attività della polizia giudiziaria e degli organi inquirenti.