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Falso documentale: leggere, osservare e ragionare (I parte)

di Raoul De Michelis

Spesso si pensa che per l’individuazione di documenti contraffatti sia necessaria un’alta specializzazione. La specializzazione è sicuramente necessaria per chi si occupa di dover poi evidenziare quanto individuato dal singolo operatore di polizia. La barriera al fenomeno del falso documentale è l’azione quotidiana dei soggetti deputati al controllo che devono avere le informazioni di base necessarie per discriminare il falso dal vero.
Con questo contributo si vogliono fornire gli elementi di base per poter ragionare sul contenuto logico del documento.
Siamo infatti abituati a trascrivere i contenuti del documento senza ragionare se, quanto abbiamo sotto gli occhi, sia corretto.

 

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Il controllo documentale non consiste solo nell’analizzare i documenti con apparati tecnologici o meno per distinguere le tecniche di stampa o evidenziare la presenza dei sistemi di sicurezza oppure di eventuali alterazioni.
Il primo screening che l’operatore deve effettuare è di natura logica sui contenuti del documento stesso.
Spesso, infatti, chi realizza il falso non ha conoscenze circa le regole di compilazione dei documenti oppure, semplicemente ha a disposizione degli elementi incongruenti con la natura del documento da realizzare.
Vediamo alcuni esempi di come sia semplice individuare la contraffazione ragionando solo sui contenuti.
Questo tipo di verifica darà l’input per procedere al sequestro del documento contraffatto che comunque dovrà essere sottoposto ad analisi tecnica da parte di specialisti al fine di evidenziare le difformità rispetto al modello originale.
Le parole d’ordine sono Osservare, Leggere e Ragionare.
Quando si identifica un soggetto, per qualsiasi motivo, siamo portati a trascrivere i dati personali senza ragionare sul contenuto del documento.

Potevamo stupirvi con effetti speciali e colori ultravivaci, ok basta così. Ma noi siamo scienza, non fantascienza” …così recitava uno spot pubblicitario degli anni ’80 della Telefunken, quello che vi proponiamo non sono effetti speciali ma documenti realmente utilizzati nell’intento di aggirare i controlli di polizia.
Occhi aperti, dunque, e ragioniamo sul contenuto dei documenti che ci passano per le mani.

1. La provincia impossibile
Siamo spesso portati a pensare che chi realizza documenti falsi non possa compiere errori macroscopici. A volte non è cosi e basta un minimo di attenzione per rilevare che… Roma non si trova in provincia di Rovigo !!!
Basta infatti leggere attentamente la carta d’identità italiana in figura 1 per capire che il documento, seppur originale nel supporto, è compilato con dati di fantasia.
Su tale tipo di documento, nell’impossibilità di verificare le banche dati gli errori nei contenuti costituiscono il campanello d’allarme per approfondire il controllo.

Lo stesso documento, oltre all’evidente incongruenza sulla sigla della provincia (RO è la sigla della provincia di Rovigo e non della Capitale d’Italia) riporta altri errori che, ad un attento osservatore non possono sfuggire.
Passiamo ad analizzare il contenuto del quarto rigo del documento. In questo rigo sono riportati gli estremi dei registri dello Stato Civile del titolare del documento.

Nel campo denominato “atto n.” viene indicato il numero dell’atto trascritto sui registri degli atti di nascita, a seguire alla lettera “P” viene indicata la Parte del registro ed a seguire, alla lettera “S”, la Serie.
Come si potrà intuire, il numero dell’atto è assegnato cronologicamente in relazione alla data di nascita. Ciò va relazionato alla città di nascita tenendo conto della Serie.

Nel documento dell’esempio, risulta improbabile che nella città di Roma al 1 settembre 1982 siano nate solamente 573 persone. Inoltre, il numero della serie e della parte sono totalmente incongruenti con le disposizioni normative in materia di Stato Civile.
La lettura dei contenuti del quarto rigo della carta d’identità cartacea italiana è utile al fine di effettuare ragionamenti logici sui contenuti del documento. A tal fine, può essere utile un breve approfondimento contenente informazioni sulla formazione dei registri di nascita.

2. I registri dello stato civile
I Registri degli atti di nascita sono suddivisi in due parti ovvero parte I e parte II. Ogni parte è a sua volta suddivisa in Serie A e Serie B.
Nella Parte I, Serie A vengono registrate le normali dichiarazioni di nascita.
Nella Parte II, Serie A vengono registrati gli atti di nascita ricevuti dai comuni in cui la nascita ha avuto luogo occasionalmente.

Nella Parte I, Serie B, vengono trascritte le dichiarazioni tardive di nascita, ovvero dopo 10 giorni.
Nella Parte II, Serie B, i processi verbali relativi a bambini ritrovati, gli atti di riconoscimento di filiazione naturale, le sentenze che dichiarano o disconoscono la filiazione legittima, i decreti di adozione e legittimazione, le aggiunte di cognome.

3. Il timbro incongruente
Il timbro ha la funzione di attestare la provenienza del documento.
I timbri sono impressi con l’apposito inchiostro e non devono essere realizzati mediante stampa emulando quindi l’effige. Non avendo la possibilità di conoscere come sono formate tutte le impronte, tuttavia possiamo, come prima verifica, ragionare sulla congruità di questi.


In figura 2, la carta d’identità risulta vidimata dal timbro della Questura di Crotone; situazione illogica in quanto nessuna Questura emette carte d’identità. Il falsario in questo caso aveva a disposizione quel timbro che ha utilizzato al fine di asseverare la genuinità del documento.
Ulteriore anomalia è l’errore nella parola “scadenza”, errore difficilmente commesso da un ufficio anagrafe ormai informatizzato con procedure standard.©

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