Sicurezza e Giustizia

Milto Stefano DE NOZZA

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Il dott. Milto Stefano DE NOZZA ha conseguito la Laurea in Giurisprudenza presso Università L.U.I.S.S. di Roma in data 10/04/1997 con votazione finale 110/110 con lode. Dall’ottobre 1999 al gennaio 2002 è risultato vincitore di concorso pubblico per Funzionario della Agenzia delle Entrate e viene destinato all’ Ufficio locale di Pisa con il compito di curare il settore accertamenti e controlli fiscali.

Nel gennaio 2002 è risultato vincitore del concorso in Magistratura e ad ottobre 2003 ha preso servizio presso la Procura della Repubblica di Brindisi, dove attualmente è in possesso della III valutazione di professionalità.

Dal giugno 2005 è applicato alla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce. In data 12/04/2010 ha conseguito la Laurea in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali presso Università degli studi di Lecce con votazione finale  110/110 con lode. Ha collaborato nella stesura del testo di diritto Penale di Roberto Garofoli – edizioni Multa Paucis  A.G. e coautore nella redazione del capitolo  “Le pene e le misure di sicurezza”.

È docente a contratto della Scuola di Specializzazione per le professioni legali  presso l’Università del Salento – Dipartimento di Scienze giuridiche 2014 – 2015 (udienza preliminare e riti alternativi) 2015 – 2016 (indagini preliminari ad elevato coefficiente scientifico) e Cultore della materia nell’ambito della Cattedra di Diritto Processuale Penale del Prof. ADORNO Rossano della Università di Lecce – Facoltà di Giurisprudenza e nell’ambito della Cattedra di Diritto Processuale dell’economia e della impresa del Prof. VERGINE Francesco Università LUM Casamassima (BA) – Facoltà di Giurisprudenza.


 

Articoli pubblicati

CONVERSAZIONI AMBIENTALI CAPTATE ALL’ESTERO: PROFILI DI UTILIZZABILITÀ
di Milto Stefano De Nozza (N. I_MMXVII)
Corte di Cassazione, Sezione II Penale, sentenza n. 51034 del 4 novembre 2016. L’intercettazione di comunicazioni tra presenti eseguita a bordo di una autovettura attraverso una microspia installata nel territorio nazionale, dove si svolge altresì l’attività di captazione, non richiede l’attivazione di una rogatoria per il solo fatto che il suddetto veicolo si sposti anche in territorio straniero ed ivi si svolgano alcune delle conversazioni intercettate.
E-MAIL PARCHEGGIATE SU SERVER ALL’ESTERO, SIMILITUDINE CON IL CLOUD COMPUTING: LA PAROLA DELLA CASSAZIONE
di Milto Stefano De Nozza (N. IV_MMXVI)
Corte di Cassazione, Sezione IV Penale, sentenza n. 40903 del 28 giugno 2016 e depositata il 30 settembre 2016 In un’indagine per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, gli inquirenti inserivano un trojan all’interno di un computer collocato all’interno di un Internet Point utilizzato dagli indagati per accedere a unico account di posta elettronica su “hotmail.com”. Attraverso il trojan gli inquirenti acquisivano la password di accesso a tale account e la usavano per acquisire i messaggi di posta elettronica inviati e ricevuti nonché di quelli salvati nella cartella “bozze”, usata come sistema di “parcheggio” delle comunicazioni scambiate tra i membri dell’associazione.
INTERCETTAZIONE MEDIANTE TROJAN: LA DECISIONE DELLE SEZIONI UNITE
di Milto Stefano De Nozza (N. III_MMXVI)
Corte di Cassazione, Sezioni Unite Penali, sentenza n. 26889 del 28 aprile 2016 e depositata il 1° luglio 2016. Con la sentenza n. 27100 del 26 maggio 2015 era stata rimessa alle Sezioni Unite la questione di diritto in tema di intercettazioni tramite virus informatico ovvero se anche nei luoghi di privata dimora sia consentita l’intercettazione mediante tale strumento. All’udienza del 28 aprile 2016, la Cassazione ha confermato la sua utilizzazione limitatamente a procedimenti relativi a delitti di criminalità organizzata, anche terroristica (a norma dell’art. 13 d.l. n. 152 del 1991), intendendosi per tali quelli elencati nell’art. 51, commi 3-bis e 3-quater, cod. proc. pen., nonché quelli comunque facenti capo a un’associazione per delinquere, con esclusione del mero concorso di persone nel reato.
IL NUOVO REATO DI OMICIDIO STRADALE
di Milto Stefano De Nozza (N. II_MMXVI)
LEGGE 23 marzo 2016, n. 41 Con le nuove regole chi uccide una persona guidando in stato di ebbrezza grave, con un tasso alcolemico oltre 1,5 grammi per litro, o sotto effetto di droghe, rischierà da 8 a 12 anni di carcere. Sarà invece punito con la reclusione da 5 a 10 anni l’omicida il cui tasso alcolemico superi 0,8 g/l oppure abbia causato l’incidente per condotte di particolare pericolosità (eccesso di velocità, guida contromano, infrazioni ai semafori, sorpassi e inversioni a rischio). La pena può però aumentare della metà se a morire è più di una persona: in quel caso il colpevole rischia fino a 18 anni di carcere. Per il nuovo reato di omicidio stradale sono previsti il raddoppio dei termini di prescrizione e l’arresto obbligatorio in flagranza nel caso più grave (bevuta “pesante” e droga). Negli altri casi l’arresto è facoltativo. Il PM, inoltre, potrà chiedere per una sola volta di prorogare le indagini preliminari.