Avviata la sperimentazione preliminare del nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti (RENTRI)

del Dott. Michele Lippiello e della dott.ssa Valentina Vattani

L’agenda della tracciabilità dei rifiuti prende nuovo slancio con l’avvio della sperimentazione del più recente sistema informatico conosciuto con l’acronimo RENTRI, Registro Elettronico Nazionale sulla Tracciabilità dei Rifiuti, destinato ad introdurre un modello di gestione digitale per l’assolvimento degli adempimenti connessi alla specifica attività, superando così l’attuale sistema cartaceo di tracciamento. Dal 1° giugno del 2021 è partita la sperimentazione del prototipo del Registro che, secondo la timeline predisposta, si avvia verso i consuntivi di fine attività, così da permettere al competente Ministero della Transizione Ecologica di elaborare, con appositi decreti, le modalità organizzative e di gestione definitive, nella logica di una crescente semplificazione amministrativa. Superata la fase sperimentale, il sistema RENTRI dovrebbe essere ai nastri di partenza entro la fine dell’anno, recuperando il tempo speso in passato con il precedente strumento di tracciabilità (SISTRI) mai entrato in vigore.


1. Il nuovo registro nazionale RENTRI

La tracciabilità dei rifiuti è senz’altro uno dei principi cardine che si pone alla base della gestione dei rifiuti. L’obiettivo perseguito dalla normativa di settore è quello di tutelare la salute delle persone e dell’ambiente, mediante un sistema che garantisca una gestione dei rifiuti consapevole e sostenibile, attraverso attività di recupero e/o smaltimento legali e sicure. Dal punto di vista formale, tale sistema si fonda principalmente su tre pilastri: autorizzazioni, registri ed ispezioni.

In questo contesto normativo si inserisce la riforma afferente la tracciabilità dei rifiuti, delineata dall’art. 188-bis del D.Lgs. n. 152/2006, e che subentrerà all’attuale gestione basata su documenti redatti esclusivamente in formato cartaceo. In particolare, con il nuovo Registro elettronico nazionale sulla tracciabilità dei rifiuti (RENTRI) si passerà, dunque, da un sistema gestionale cartaceo e ormai anacronistico ad un metodo di gestione digitale in grado di garantire l’adempimento degli obblighi di legge attraverso i seguenti passaggi: la dematerializzazione dei registri cronologici di carico e scarico; la dematerializzazione dei formulari di identificazione dei rifiuti per il trasporto degli stessi; e l’interazione telematica dei registri e dei formulari con il sistema del Registro elettronico nazionale.

Il RENTRI sarà suddiviso in due sezioni: la prima denominata “Sezione dell’Anagrafica degli iscritti”, dove saranno raccolte anche le autorizzazioni ambientali; la seconda, identificata come “Sezione della Tracciabilità”, deputata all’archiviazione dei dati annotati nei registri e nei formulari.

Il nuovo Registro elettronico nazionale verrà gestito presso la competente struttura organizzativa del Ministero della Transizione Ecologica (MiTE), con il supporto tecnico dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali, sulla base di modalità operative stabilite da decreti ministeriali che sono ancora in procinto di definizione. Al comma 2 dell’art. 188-bis D.Lgs. n. 152/2006 è previsto che venga emanato un apposito decreto ministeriale per dettare le procedure e le modalità con le quali il Sistema di tracciabilità dei rifiuti si applicherà anche alle amministrazioni centrali delle Forze Armate, delle Forze di Polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
Nel frattempo, il MiTE ha deciso di avviare una fase di sperimentazione preliminare realizzando, con il supporto dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali e di Unioncamere, un prototipo del RENTRI al fine di verificare la funzionalità e la fruibilità delle funzioni di tale strumento, e per poter apportare le dovute modifiche secondo le necessità rilevate in questo periodo di sperimentazione.

2. Sviluppo del prototipo e fase della sperimentazione

A partire dal mese di giugno 2021 è stata resa pubblica la home page del Registro elettronico nazionale sulla tracciabilità dei rifiuti all’indirizzo web: www.rentri.it. In questo sito – accessibile a tutti – è stata pubblicata anche una timeline per seguire le varie fasi dell’attività di sviluppo del prototipo e condividere il materiale progettuale con gli utenti.
Le associazioni di categoria delle imprese interessate hanno sottoscritto un protocollo di adesione alla sperimentazione, garantendo la disponibilità di alcune aziende a partecipare direttamente alle attività di verifica delle funzionalità del sistema.
Il Comitato Nazionale dell’Albo Gestori Ambientali ha, dunque, predisposto un elenco di imprese o enti che partecipano alla sperimentazione e che accedono all’area riservata della pagina web. Le imprese sono tenute ad effettuare una serie di attività, tra cui: l’accreditamento; la trasmissione dei dati contenuti nei registri cronologici di carico e scarico al registro dei movimenti nel RENTRI e, infine, la trasmissione dei dati contenuti nei formulari di identificazione dei rifiuti (Fir). In particolare, nella fase di accreditamento i soggetti che partecipano alla sperimentazione hanno dovuto simulare l’iscrizione al Registro Elettronico Nazionale accedendo al portale web del RENTRI e fornendo le seguenti informazioni:

Gli sviluppatori del prototipo hanno evidenziato come l’integrazione applicativa del RENTRI con le banche dati del Sistema Camerale – prima tra tutte il Registro delle Imprese Italiane – possa agevolare sensibilmente i controlli, potendo disporre delle informazioni già verificate sulla struttura societaria, sulle persone alle quali è riconosciuta la facoltà di operare per conto dell’impresa; sulle sedi distaccate e, infine, sul numero di addetti che viene periodicamente aggiornato direttamente dai dati forniti dall’INPS.

Per quanto concerne la fase di trasmissione dei dati contenuti nei registri cronologici di carico e scarico al registro dei movimenti nel RENTRI, la procedura risulta piuttosto lineare. Nel dettaglio, è utile sapere che il registro cronologico di carico e scarico costituisce il documento base primario per la registrazione del ciclo vitale dei rifiuti, dalla produzione fino alla gestione finale di recupero/smaltimento. In esso, inoltre, sono indicati per ogni tipologia di rifiuto: data di produzione o di presa in carico e di scarico del rifiuto, il numero progressivo della registrazione e la data in cui il movimento viene effettuato; le caratteristiche del rifiuto; le quantità dei rifiuti prodotti all’interno dell’unità locale o presi in carico; l’eventuale ulteriore descrizione del rifiuto; il numero del formulario che accompagna il trasporto dei rifiuti presi in carico o avviati ad operazioni di recupero o di smaltimento; e l’eventuale intermediario o commerciante di cui ci si avvale.
In questo contesto, la fase sperimentale è propedeutica per definire le regole e le modalità di funzionamento del modulo software che è stato appositamente realizzato per trasmettere al nodo centrale del sistema di tracciabilità le informazioni registrate localmente. Le imprese che partecipano alla sperimentazione sono tenute a trasmettere i dati relativi ai registri cronologici di carico e scarico con cadenza mensile. Per quanto riguarda, invece, gli adempimenti da compiere nella fase di trasmissione dei dati contenuti nei formulari di identificazione dei rifiuti (Fir), è importante sottolineare che il Registro elettronico nazionale andrà ad integrare il sistema Vi.Vi.Fir., già operativo da febbraio 2021 alla pagina web: www.vivifir.ecocamere.it, che consente di generare e vidimare digitalmente i formulari che assistono il trasporto dei rifiuti. La trasmissione dei dati contenuti nei formulari è limitata solo alla movimentazione dei rifiuti pericolosi ed avviene con due modalità: o ad opera dei produttori di rifiuti speciali pericolosi dotati di un proprio sistema gestionale, o con delega per la trasmissione dei dati conferita al trasportatore, all’intermediario o all’associazione datoriale.

3. Cosa sarà esattamente il RENTRI

Alla presentazione del progetto sul Registro Elettronico Nazionale si è voluta sottolineare la discontinuità con il precedente Sistema Informatico di Controllo della Tracciabilità dei Rifiuti (Sistri), di fatto mai divenuto effettivamente operativo, per tutta una serie di travagliate vicende, e che è stato definitivamente soppresso all’inizio del gennaio 2019. In effetti, la caratteristica che contraddistingue il nuovo progetto, al di là degli aspetti tecnici, va individuata nella logica che lo governa volta a riconvertire il concetto di tracciabilità inteso come “controllo” e realizzato attraverso il monitoraggio del percorso dei rifiuti durante il trasporto, verso una tracciabilità intesa come “sequenza della filiera della gestione dei rifiuti”. In sostanza, con il nuovo sistema si potrà disporre di una serie di “immagini storiche” che raccontano del come e del dove il rifiuto si produce e quale è il suo percorso, fino alla destinazione in cui si esaurisce, con ciò migliorando non solo il controllo e la cognizione esatta della movimentazione sul territorio dello scarto, ma anche costruendo utili presupposti di conoscenza per orientare la produzione e il consumo responsabile, come appare sempre più necessario nei nostri tempi scanditi dall’uso efficiente delle risorse in una economia prettamente circolare. La rinnovata attenzione all’ambiente, alla tutela e salvaguardia del territorio, passa sicuramente attraverso politiche concrete, mirate agli obiettivi, senza però trascurare modelli e strumenti d’avanguardia, se disponibili. ©

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